Il nodo

Trasporti speciali, 25 giorni per un permesso

Tempi lunghissimi e costi alle stelle per ottenere il via libera per fare viaggiare componenti di grandi dimensioni: penalizzati interi distretti

di Valeria Zanetti

Sono otto le autorizzazioni necessarie per percorrere il tragitto da Novara a Porto Marghera

4' di lettura

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Si producono in gran parte nel Nord Italia, soprattutto nel NordEst, e si vendono in tutto il mondo. Sono i prodotti della meccanica che rientrano nel comparto della caldareria pesante, tra cui cisterne, serbatoi, contenitori in metallo, attrezzature a pressione, reattori, caldaie, macchine e apparecchi per le industrie chimiche, petrolchimiche e petrolifere. Manifattura che raggiunge spesso dimensioni rilevanti e che non può essere frazionata, neanche per l’indispensabile spedizione al cliente finale. E qui sta il problema come continua a evidenziare Cgia di Mestre insieme ad Aipe, l’associazione italiana pressure equipment. Entrambe da anni fanno presente che per essere consegnata al committente questa tipologia di merce deve essere trasferita attraverso trasporti eccezionali dai costi elevatissimi, che rischiano di far perdere competitività a un segmento del Made in Italy molto apprezzato. In Italia, nel 2022 - ultimi dati resi disponibili da Cgia e Aipe - le sedi d’impresa produttrici di caldareria erano 824, operanti in 1.300 unità locali per circa 20mila addetti: la Lombardia ha il primato con 270 aziende e 480 stabilimenti, il Triveneto segue a ruota.

Primato NordEst

Solo in Veneto le imprese del settore (il 10% di medie e grandi dimensioni) sono 102 che producono in 166 sedi, segue il Friuli Venezia Giulia a quota 14 (25 unità locali) e il Trentino Alto Adige, a 10 (14). A conti fatti, quindi, le aziende nella macroregione sono 126 e danno lavoro a oltre 3mila addetti, più di 1.900 concentrati in Veneto. Il valore nazionale delle vendite oltreconfine generate dal comparto è pari a 922 milioni per un saldo commerciale pari a 717 milioni (il 78% del valore dell’export), un dato che mette in luce l’elevato grado di specializzazione tricolore in questo comparto. Se si considera inoltre che la prima voce di esportazioni del Veneto è rappresentata dalle apparecchiature meccaniche, in cui rientrano anche le produzioni della caldareria, si comprende come questo segmento del manifatturiero sia significativo anche nell’economia della macroarea nordestina.

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La concorrenza globale aumenta e la pressione sulle imprese locali si fa sentire soprattutto sul fattore prezzo, che sale anche a causa dei costi di trasporto (oltre che per l’elevata tassazione, il costo del lavoro, la difficoltà di accesso al credito).

Il crollo del 2016

All’origine del rialzo degli oneri di trasporto, il crollo nell’ottobre del 2016 del cavalcavia della strada provinciale 49 sulla strada statale 36 Milano-Lecco all’altezza di Annone di Brianza, che ha segnato un fortissimo irrigidimento nel rilascio delle autorizzazioni alle spedizioni eccezionali con pesanti conseguenze economiche e, in alcuni casi, delle vere e proprie paralisi. I tempi per ottenere il permesso a effettuare un trasporto speciale sono i più lunghi d’Europa e pari ad almeno 25 giorni contro i 6,3 medi in Ue. Ciò spiega come in questi anni i costi dei transiti eccezionali si siano impennati. Ancora nel 2021, in piena turbolenza pandemica e dopo una considerevole frenata delle esportazioni, conseguenza della chiusura delle attività produttive nei primi mesi dell’emergenza sanitaria, Aipe proponeva l’istituzione di corridoi nazionali Ovest- Est e Nord-Sud agevolati per i trasporti eccezionali. Una richiesta che viene reiterata di anno in anno.

Rebus autorizzazioni

I trasporti eccezionali possono essere effettuati solo dopo aver ottenuto una specifica autorizzazione rilasciata dall’ente proprietario o concessionario per le autostrade, strade statali e militari, e dalle regioni per la rimanente rete viaria: a essere coinvolte sono dunque Anas, 25 società concessionarie, 19 regioni e due Province autonome. L’autorizzazione può essere rilasciata solo quando il trasporto sia compatibile con la conservazione delle sovrastrutture stradali, la stabilità dei manufatti e la sicurezza della circolazione, ed è dovuto un indennizzo all’ente proprietario della strada.

Inoltre, il rilascio dell’autorizzazione è subordinato al pagamento delle spese relative agli eventuali accertamenti tecnici preventivi e all’organizzazione del traffico eventualmente necessaria, nonché alle opere di rafforzamento necessarie.

Le autorizzazioni alla circolazione per i veicoli e i trasporti eccezionali sono di tre tipologie: periodiche, multiple e singole. Per eseguire un trasporto eccezionale nella sua interezza, è necessario ottenere tante autorizzazioni quanti sono gli enti proprietari o concessionari delle strade che si attraversano. La documentazione va presentata almeno 15 giorni prima del viaggio.

Le categorie

«I trasporti di grandi manufatti, sono spesso in balia di ritardi dovuti al rilascio delle autorizzazioni, da richiedere a più enti, e di oneri burocratici, quindi è necessaria una semplificazione delle procedure – afferma Claudio Cioetto, che guida Confimi Apindustria Verona - La viabilità è in molti casi inadeguata, con fondi stradali e ponti che non reggono il peso dei mezzi e costringono a percorsi alternativi più lunghi e costosi. Oltre a creare corridoi dedicati servirebbe puntare sui percorsi fluviali, che in Veneto sono pochi e sottoutilizzati». Sull’individuazione di corridoi adeguati ai trasporti eccezionali e accessibili con uno sgravio delle procedure amministrative ci sono novità normative. «Sono contenute all’articolo 10bis del Dl 132 del 2023 che prevede l’istituzione al ministero delle Infrastrutture di un tavolo tecnico con la partecipazione delle amministrazioni interessate, degli enti proprietari della rete viabilistica e delle associazioni di categoria, per la definizione del Piano nazionale da adottare entro il 30 ottobre di quest’anno», fa presente Andrea Valvolo dell’ufficio studi di Cgia. Un piano che potrebbe contribuire a sciogliere le criticità del settore e a mantenere competitive le imprese della caldareria.

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