Trasparenza nei nuovi concorsi universitari, in campo anche l’Anac
La ministra Anna Maria Bernini e il presidente dell’Authority Busia hanno siglato un’intesa biennale per l’attuazione della riforma del reclutamento
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I punti chiave
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Per accompagnare la riforma dei concorsi universitari, prevedendo i fenomeni corruttivi e promuovendo la trasparenza, scende in campo anche l’Autorità anticorruzione. Grazie a un protocollo d’intesa biennale sottoscritto ieri dalla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e dal presidente dell’Anac, Giuseppe Busìa, sull’attuazione della riforma del reclutamento universitario contenuta nella legge 129/2026.
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L’accordo
La collaborazione riguarderà in particolare la predisposizione dei principi e delle linee generali di indirizzo dei decreti ministeriali attuativi della riforma che ha superato il sistema dell’Abilitazione scientifica nazionale (Asn). Tali linee e principi definiranno i requisiti di produttività e qualificazione scientifica per l’accesso ai concorsi universitari, quelli per l’iscrizione nelle liste nazionali dei commissari, le cause di esclusione, nonché le modalità di sorteggio delle commissioni giudicatrici nel rispetto dei principi di pubblicità e trasparenza.
Gli obiettivi comuni
«Con la riforma del reclutamento universitario - ha spiegato Bernini - abbiamo costruito un sistema fondato su regole nazionali chiare, maggiore qualità della selezione e più responsabilità per gli atenei. Il protocollo con Anac rappresenta un tassello fondamentale di questo percorso: l’autonomia deve sempre accompagnarsi a trasparenza, integrità e prevenzione dei conflitti di interesse. Lavoriamo - ha aggiunto per offrire a ricercatori e docenti procedure sempre più credibili, imparziali e fondate sul merito, rafforzando la fiducia nelle istituzioni universitarie e garantendo che la qualità resti il principio guida del reclutamento».
A sua volta Busia ha sottolineato che «per prevenire rischi di favoritismi nel reclutamento universitario servono trasparenza nei bandi, criteri di valutazione oggettivi e commissioni selezionate in modo da evitare conflitti di interesse». Con il protocollo - ha continuato - «affianchiamo il ministero dell’Università e Ricerca in questo sforzo di trasparenza e di prevenzione, rafforzando quanto già indicato nel Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione. Per superare potentati universitari e bandi sartoriali - ha evidenziato il presidente dell’Anac - occorrono selezioni davvero aperte, parametri chiari su risultati di ricerca e pubblicazioni, superando tutti quei comportamenti che minano la credibilità dei giudizi delle commissioni. Bisogna garantire piena controllabilità ed evitare conflitti di interesse perché chi seleziona misuri in modo oggettivo capacità didattiche e di ricerca, non la vicinanza col candidato».
I paletti per gli atenei
L’intesa prevede inoltre l’elaborazione di strumenti utili alla definizione delle misure di prevenzione della corruzione e trasparenza che le università saranno chiamate ad adottare nei propri Piani integrati di attività e organizzazione (Piao).
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