Transizione, rinnovabili in ritardo: al via l’Osservatorio sullo sviluppo
Online il monitoraggio del Sole 24 Ore sull’avanzamento delle fonti pulite: a marzo in Italia superati i 71 GW di capacità installata. Occorre andare oltre i 200 entro il 2030, secondo l’impegno del G7
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I punti chiave
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Un riga rossa, a segnare l’obiettivo sulla lunga distanza: quanti GW di capacità rinnovabile deve installare l’Italia per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione europei? In quale quota sole, vento, acqua, bioenergie e geotermia dovranno fare la loro parte nel mix energetico nazionale? Il calcolo lo ha fatto l’associazione che rappresenta il 70% del mercato elettrico nazionale: Elettricità Futura, nel suo piano Piano elettrico 2030, in coerenza con il REPowerEU, ha definito numeri precisi per il target di capacità installata di energia da fonti pulite: 142 GW.
Un obiettivo già ambizioso che è stato rivisto al rialzo con l’impegno sottoscritto dall’Italia al G7 Clima, Energia e Ambiente che si è tenuto alla Reggia di Venaria Reale (Torino). La decisione, insieme a Usa, Canada, Regno Unito, Francia, Spagna, di triplicare la capacità rinnovabile installata porterebbe il totale cumulativo al 2030 nel nostro Paese a oltre 200 GW.
La necessità di decarbonizzare
Il contesto, e la missione, rimane globale: tagliare le emissioni di CO2 per contrastare il cambiamento climatico e contenere l’aumento delle temperature il più possibile vicino a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. Copernicus ha calcolato che da marzo 2023 a marzo 2024 la temperatura media globale è aumentata di +1,58°C, è la più alta di sempre. Le tappe per contribuire a rallentare questa corsa l’Europa le ha rese note da tempo: riduzione entro il 2030 del 55% di emissioni rispetto a quelle del 1990 (pacchetto Fit for 55%), ed emissioni nette zero (cioè compensazione di tutto quello che si produce) entro il 2050.
I dati mensili aggiornati
L’obiettivo dell’Osservatorio sulla transizione verde del Sole 24 è quello di monitorare mese per mese gli avanzamenti reali in questo percorso. Come? Utilizzando i dati pubblici di Terna, l’azienda che gestisce la rete di trasmissione nazionale e che ogni mese mette a disposizione sul proprio sito un bollettino dettagliato, il Rapporto mensile sul sistema elettrico. Dai consumi alla produzione, fino al tipo di fonte utilizzata. A marzo per esempio la produzione nazionale netta è risultata pari a 20,7 miliardi di kWh.
Le fonti rinnovabili hanno coperto il 41,8% della domanda elettrica (era il 33% a marzo 2023) con un grosso aumento dalla fonte idrica (+140,4%), mentre si è osservato il crollo della produzione a carbone: -87,1% in confronto allo stesso periodo dello scorso anno. Per quanto riguarda la capacità installata, Terna a marzo a registrato una variazione mensile di 514 MW (+503 per il fotovoltaico) che ha portato il totale dell’ampliamento della capacità a 1,8 GW, un valore superiore di 633 MW rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+52%). Un risultato che certifica una maggiore velocità rispetto al passato. Siamo infatti passati da 1 GW installato in Italia nel 2021 a 3 GW nel 2022 e a quasi 6 GW nel 2023. Mentre la Germania nel 2023 ha installato 17,8 GW, secondo i dati Irena, che tra l’altro è stata incaricata dai Paesi del G7 di monitorare i progressi del gruppo nel settore delle energie rinnovabili.



