Tracciabilità rafforzata per i carburanti
di Benedetto Santacroce e Ettore Sbandi
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Il sistema delle accise è tra i protagonisti delle novità introdotte dal decreto fiscale, con una forte stretta sui regimi di tracciatura delle merci e di pagamento delle imposte per quanto attiene ai carburanti e agli oli lubrificanti.
Cambiano, infatti, le regole per la circolazione dei prodotti sottoposti ad accisa, con l’innesto di procedure telematizzate e a chiusura obbligatoria per una migliore tracciabilità delle merci scambiate tra soggetti riconosciuti. Inoltre, viene rafforzato il sistema di pagamento dell’Iva anticipata per i prodotti estratti da un regime sospensivo delle accise, mentre scompare addirittura l’ipotesi della lettera di intento per le benzine e il gasolio destinati all’autotrazione.
Il tutto, è dettato dalle gravissime esigenze antifrode, il settore registra tra Iva e accise un’evasione di 6 miliardi. Di contro, occorre osservare che il sistema è ormai, come si dirà, ipercontrollato, tracciato e garantito, necessitando ora un’efficace azione di controllo.
Venendo alle novità, si registra una stretta sugli appuramenti dei movimenti di merce in sospensione di accisa. Per questi movimenti, uno schema evasivo classico è quello dei “doppi viaggi” (vi veda la scheda in pagina). Con un innesto normativo sul Tua, il legislatore ora impone la chiusura entro 24 ore dalla consegna, con contestuale obbligo di annotazione nel registro cronologico di carico e scarico.
Per gli oli lubrificanti viene anche introdotto un innovativo sistema di circolazione, di fatto analogo a quelli in essere e basato su delle «note di riscontro» che in arrivo e partenza devono essere accese e poi chiuse. È vero che gli oli sono un altro sistema classico di frode, ma forse il nuovo sistema è un aggravio importante per gli operatori del settore, oltre che per le imprese industriali.


