Carburanti

Scadenza taglio accise: rischio aumento record del gasolio in Italia

Considerando il costo dell’intervento e i margini di manovra del governo - che sta cercando fondi anche per altri interventi - un prolungamento sembra complicato

di Lorenzo Pace

 ANSA

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Ultima settimana con i prezzi dei carburanti scontati in Italia. Il primo maggio scadrà il taglio da 24,4 centesimi al litro sulle accise di benzina e gasolio e, senza una proroga, i listini nelle stazioni di servizio tornerebbero i più alti d’Europa.

Il condizionale è d’obbligo dato che mancano ancora alcuni giorni. Ma, considerando il costo dell’intervento e i margini di manovra del governo - che sta cercando fondi anche per altri interventi - un prolungamento sembra complicato.

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L’aumento sarebbe immediato

Senza, però, i prezzi tornerebbero immediatamente su. Il pagamento delle accise è immediato e, intanto, le compagnie petrolifere devono fare i conti ancora con una materia prima molto cara. Le quotazioni del Brent, con la riapertura dello Stretto di Hormuz in stand-by, hanno superato i 105 dollari al barile.

I più alti d’Europa

Insomma, il +24,4 centesimi al litro sarebbe riscontrabile quasi da subito.

Facendo il calcolo sui prezzi nazionali di oggi - che, va detto, sono in calo da quasi due settimane consecutive - la benzina arriverebbe a 1,981 euro al litro, mentre il gasolio a 2,307 euro al litro.

Il prezzo della verde sarebbe di poco sopra la media europea (1,890 euro al litro), anche se quest’ultima è condizionata dai valori bassi di alcuni Paesi per interventi politici: il caso più eclatante è quello maltese, dove il listino dei carburanti è fisso da anni a 1,340 euro.

La situazione del gasolio è diversa. Il prezzo, che si aggira intorno a 2,065 euro al litro, è già in linea con la media europea. Senza lo sconto, invece, l’Italia sarebbe l’unico Paese in cui verrebbe superata la soglia dei 2,3 euro al litro.

Un miliardo speso per 45 giorni di sconto

Come detto, intervenire non è facile. Per 45 giorni di taglio-accise (dal 19 marzo al primo maggio) è stato speso quasi un miliardo di euro.

Difficile replicare cifre del genere adesso, anche perché il governo è in cerca di coperture per i prossimi interventi: il Piano casa e il decreto contro il lavoro povero per il primo maggio. I primi accenni su cosa fare dopo il primo maggio arriveranno oggi in Consiglio dei ministri.

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Richieste all’Europa

Per queste difficoltà, è stato avviato un confronto — anche dai toni accesi — con l’Unione europea, in particolare per ottenere maggiore flessibilità sui vincoli del Patto di Stabilità.

Al momento, non c’è stata un’apertura da Bruxelles in merito. Inoltre, dalle istituzioni (e tra queste c’è anche quella internazionale del Fondo monetario) è stato suggerito di evitare misure per tutti, ma optare su quelle più mirate.

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