Tra Puglia e Basilicata si punta a incentivare la transizione digitale
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La maturità digitale delle imprese meridionali passa innanzitutto dal trasferimento tecnologico, specialmente se parliamo degli step necessari all’implementazione nelle Pmi. Una nuova opportunità per integrare sistemi avanzati digitali nei processi ordinari aziendali arriva ora con la piena operatività del polo di innovazione digitale europeo per Puglia e Basilicata, Edih (European Digital Innovation Hub) Cetma-Dihsme, un hub promosso da Enea con Cetma e altri 12 partner locali. Gli obiettivi a sostegno della transizione digitale si concentreranno su tre temi: intelligenza artificiale, calcolo ad alte prestazioni e cybersecurity. Gli Edih nascono dal programma di finanziamento pluriennale del Digital Europe Programme, che vale oltre 7,5 miliardi: per Basilicata e Puglia vi sono risorse per 6 milioni. L’attuazione del progetto non resta confinata ai territori meridionali, ma si avvale della collaborazione di un network di attori dell’innovazione, che sarà attivo fino a settembre 2025 con una possibile estensione di quattro anni.
La necessità di dare un’accelerazione a questo tipo di avanzamento digitale viene ancor più amplificata dai numeri, che evidenziano una bassa consapevolezza aziendale. «Sul totale delle imprese contattate, solo il 7% ha pensato di applicare tecnologie avanzate e solo il 2% ha avviato una sperimentazione in tal senso», spiega Angelo Mariano, ricercatore Enea della divisione Sviluppo di sistemi per l’informatica e l’Ict. «Il tessuto imprenditoriale ha una forte necessità di essere spronato e soprattutto di avere delle opportunità per far crescere la propria impresa - dice ancora Mariano –. La nostra sfida è portare alle Pmi queste tecnologie, che sembrano tanto altisonanti, così da farle diventare uno strumento a costo zero per le imprese». Da un’analisi che Enea ha fatto sul territorio, i settori più attivi sono agricoltura, manufatturiero, servizi e Pubblica amministrazione. Tutti hanno bisogno di strumenti duttili, che possano essere configurati opportunamente e che si adattino al singolo grado di maturità di ciascuna azienda. «Stiamo monitorando questi dati tramite Digital maturity assessment, strumento di valutazione che continueremo ad utilizzare con scadenze regolari – spiega Mariano -. Al Sud scontiamo un digital divide rispetto a quanto accade nel tessuto imprenditoriale settentrionale, ma in alcuni ambiti (per esempio quello agricolo) le differenze non sono molto marcate e spesso si incontrano eccellenze proprio nelle regioni meridionali». Esiste dunque a una certa resistenza da parte delle aziende a cimentarsi con queste sfide, ma spesso vi è soprattutto necessità di un ausilio nel padroneggiarle. Edih Cetma-Dihsme intende colmare proprio questi gap, fornendo assistenza tecnologica ma anche consulenza strategica, in particolare ampliando lo spettro di azione anche al fund raising e provando a rendere più sicura la sostenibilità a lungo termine.
Intelligenza artificiale, supercalcolo e cybersecurity rappresentano il fulcro dell’azione dell’hub, ma si affiancano ad altre tecnologie relative a simulazione, automazione robotica, realtà virtuale e aumentata, internet delle cose e data analytics. Un esempio plastico di applicazione è stato realizzato con la fluidodinamica, in particolare nella progettazione di nuovi profili di componenti di processo. Per un test dal vivo occorre costruire il prototipo, realizzarne varie configurazioni e testarli opportunamente, con conseguente impegno di tempo e di risorse economiche. Oggi invece si può realizzare un gemello digitale dell’oggetto, che viene testato tramite simulazioni e fornisce riscontri in pochi giorni. In ambito moda è possibile ricevere indicazioni sui trend presenti sui social media, con dati su ciò che va per la maggiore, motivi di apprezzamento, zone geografiche con target più coerente e molto altro. «I risvolti per i processi aziendali consentono di ridurre i lavori ripetitivi e di fornire supporto per specializzare meglio le mansioni», conclude Angelo Mariano. «È però essenziale aumentare la consapevolezza sull’importanza di unire la digitalizzazione avanzata a questo tipo di specializzazione».

