Tra pubblico e privato: il Terzo Settore al servizio della comunità
Nato con un decreto-legge del 2017, spiega Stefano Bolis, responsabile Istituzionali Enti e Terzo Settore di Banco Bpm, «il Terzo Settore registra un tasso di crescita del 10% annuo. È un ambito importante per il nostro Paese e rappresenta quasi il 4,5% del Pil». Proprio per questo l’istituto di Piazza Meda ha «deciso di creare una struttura dedicata che segue gli enti istituzionali, il Terzo Settore e gli enti religiosi. Si tratta di una scelta precisa, di prossimità e di attenzione al territorio che valorizza l’impegno di tante persone e realtà che operano in questo ambito».
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(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Il Terzo Settore rappresenta una componente fondamentale del sistema socioeconomico contemporaneo, collocandosi tra lo Stato e il mercato. Nasce per rispondere a bisogni collettivi che né le imprese private, orientate principalmente al profitto, né la pubblica amministrazione riescono a soddisfare pienamente. Le organizzazioni che ne fanno parte operano in ambiti cruciali come l’assistenza sociale, la sanità, l’educazione, la cultura e l’inclusione. Grazie alla loro flessibilità, riescono ad adattarsi rapidamente ai mutamenti sociali e alle nuove emergenze. Il loro operato si fonda su valori di solidarietà, partecipazione e responsabilità collettiva. Attraverso il coinvolgimento di volontari e professionisti, queste realtà rafforzano la coesione sociale. Inoltre, il Terzo Settore contribuisce a ridurre le disuguaglianze e a tutelare le fasce più fragili della popolazione e le tante attività che vengono svolte integrano e completano quelle delle istituzioni pubbliche. In molti contesti territoriali il Terzo Settore rappresenta un presidio essenziale di welfare, assumendo un ruolo sempre più strategico soprattutto in un periodo di crescente complessità sociale. Il Terzo Settore, dunque, non sostituisce lo Stato né l’impresa, ma ne supporta l’azione e promuove un modello di sviluppo più equo e inclusivo. La sua presenza è oggi indispensabile per garantire diritti e servizi fondamentali. Proprio per questo, secondo Stefano Bolis, responsabile Istituzionali Enti e Terzo Settore di Banco Bpm, il Terzo Settore «ha un ruolo essenziale per tutti quei servizi che le imprese e Pubblica Amministrazione non arrivano a garantire pienamente. Mi riferisco in special modo ai servizi alla persona verso i quali è chiaramente vocato».
Il Terzo Settore copre quasi il 4,5% del Pil dell’Italia
La centralità e le potenzialità del Terzo Settore si ritrova nei numeri. «In base agli studi e alle indagini condotte da vari istituti di ricerca il Terzo Settore è un asset con un potenziale di crescita prospettica molto elevato», spiega Bolis. «Basti pensare che da quando è nato esprime un tasso di crescita del 10% all’anno. È dunque un ambito importante per il nostro Paese, rappresenta quasi il 4,5% del Pil, coinvolge circa 350mila imprese sociali, con un numero di dipendenti e volontari che si aggira attorno ai cinque milioni. E questo è indicativo dei numeri che genera. Presidiare questo settore quindi è fondamentale per il tessuto socioeconomico della nostra Italia».
Per Banco Bpm una scelta precisa
Ed è proprio a fronte di queste evidenze che va letta la decisione di Banco Bpm di creare una struttura dedicata al mondo del Terzo Settore e che segue gli enti istituzionali, il mondo associativo e gli enti religiosi. «È stata una scelta lungimirante, di prossimità e di attenzione al territorio che valorizza l’impegno di tante persone e realtà che operano all’interno di questo mondo. Questo è il presupposto da cui siamo partiti». Secondo Bolis, «dobbiamo abituarci a ridefinire la distinzione profit-non profit: non sono due termini da considerare antitetici. Questo anche perché, sempre di più, le istanze della responsabilità sociale stanno integrandosi nel modo di fare impresa tradizionale. E ciò accade non solo in forza di obblighi normativi cui bisogna attenersi, ma per rispondere alle richieste dirette di tutti gli stakeholder che con sempre maggiore attenzione guardano a come si equilibrano business e sostenibilità». In altri termini, la sostenibilità non è più un accessorio facoltativo ma è diventata funzionale alla corretta performance delle imprese. Per questo, in sostanza, la contrapposizione profit – non profit si dissolve. Proprio partendo da questa considerazione divento chiaro che «gli strumenti finanziari sono uguali per i due mondi. La differenza risiede non tanto nei prodotti in sé ma da come e da chi vengono proposti. Mettendo a disposizione del Terzo Settore specialisti dedicati, con conoscenze e competenze specifiche, possiamo adattare gli strumenti finanziari del profit alle esigenze del non profit. E in questo processo sono le persone con le loro competenze a fare la differenza».
Il Terzo Settore sarà sempre più centrale ma serve legittimazione
Bolis è fortemente convinto che il Terzo Settore in futuro «avrà un ruolo sempre più centrale in Italia e sarà sempre più complementare ai servizi del mondo profit, essenziali nei vari sistemi di welfare che le imprese hanno introdotto. Certo ma a una condizione: che vengano studiati e definiti strumenti di valorizzazione ad hoc per chi opera in questo settore. Mi riferisco, per esempio, a una giusta retribuzione di chi fa impresa sociale e dei suoi operatori che spesso sono altamente specializzati e che oggi non ricevono, a mio avviso, una retribuzione in linea con il loro impegno». Il top manager ritiene che la sfida più importante che il comparto ha davanti a sé sia quella della “legittimazione”, che, in ogni circostanza, è l’elemento che potrà imprimere una svolta. Dando riconoscimento e dignità al Terzo Settore lo si renderà più attrattivo anche nei confronti dei giovani che hanno una vocazione e un’inclinazione professionale verso l’impresa sociale. «Al primo posto ci deve essere il commitment che, nel caso di Banco Bpm è molto forte. E lo dimostrano la struttura di cui sono responsabile, composta da professionisti esperti, e il modello di credito al servizio delle imprese sociali unico rispetto ad altre realtà bancarie. È uno scenario in divenire e il fatto che la nascita del Terzo Settore sia relativamente recente ne facilita lo sviluppo e l’innovazione. Ricordiamo che il perimetro del Terzo Settore è stato definito grazie a un decreto-legge del 2017: c’è ancora molto potenziale da esprimere». Secondo Bolis dei segnali importanti sono arrivati sul fronte legislativo, come l’introduzione del Registro Unico del Terzo Settore che ha definito le associazioni che operano in questo ambito. «Insieme alle diverse categorie di volontariato il quadro si sta completando. Siamo sulla strada giusta. L’augurio è che si prosegua in questa direzione con un progresso costante. E’ infine auspicabile che il Terzo Settore diventi centrale nelle attività e nell’impegno verso la comunità di tutti gli istituti di credito».



