Tra fumo di sigaretta e «svapo» è policonsumo per il 40% dei ragazzi delle scuole superiori
L’allarme dell’Istituto superiore di sanità che fotografa l’uso composito di prodotti già per il 7,5% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni e conferma il dato di un adulto su 4 fumatore abituale con un aumento però delle e-cig e dei dispositivi a tabacco riscaldato
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Altro che lotta al fumo: davanti al dilagare dei nuovi prodotti che hanno ormai affiancato le sigarette tradizionali vanno decisamente affilate le strategie di contrasto. I dati, in vista del “No Tobacco Day” del 31 maggio, parlano chiaro: fumano o “svapano” oltre 240mila ragazze e ragazzi in Italia pari al 7,5% della fascia tra 11 e 13 anni e questa percentuale cresce al 37,4% tra gli studenti di 14-17 anni pari a circa 865mila giovani. Lo rileva l’Istituto superiore di sanità accendendo i riflettori sul “policonsumo” cioè l’utilizzo combinato di più prodotti, che riguarda la stragrande maggioranza dei 14-17enni che fumano e una quota sempre maggiore di adulti. «L’uso composito dei prodotti da fumo rappresenta una sfida complessa per la salute pubblica - afferma il presidente dell’Iss Rocco Bellantone - perché non si può escludere che l’uso composito di sigarette tradizionali e dispositivi elettronici, con o senza nicotina, si traduca in aumento del rischio per la salute».
«L’introduzione di nuovi prodotti, come le sigarette elettroniche e, più recentemente, i dispositivi a tabacco riscaldato, sembra aver arrestato i trend positivi che si andavano osservando negli ultimi decenni di riduzione della quota di fumatori. Accade così che negli ultimi anni resta stabile la quota complessiva di persone esposte ai rischi per la salute derivanti dal fumo di tabacco o dall’inalazione delle sostanze presenti nelle sigarette elettroniche, così come al rischio di dipendenza da nicotina. Ancor più preoccupante è il fatto che questa situazione coinvolga soprattutto i giovani», spiega Maria Masocco, responsabile scientifico della sorveglianza Passi.
Intanto, sono in calo nel 2024 le chiamate al telefono verde contro il fumo dell’Iss (800554088), scese a 6497 dalle 6931 del 2023. Per il 90% a chiamare sono fumatori, soprattutto maschi, mentre l’8,1% sono familiari, in questo caso soprattutto donne. Il 92,3% di chi chiama vuole smettere, o far smettere di fumare, ma è in crescita anche chi chiede informazioni sui nuovi prodotti. Per quanto riguarda i servizi territoriali, il loro numero è stabile (223) negli ultimi due anni. In prevalenza sono concentrati al nord (60%), contro il 21% del centro e il 19% del sud e delle isole.
I consumi nei giovani
Fumano o svapano il 7,5% (oltre 240.000 ragazzi/ragazze) degli studenti italiani tra gli 11 e i 13 anni: questa percentuale sale al 37,4% tra gli studenti di 14-17 anni (circa 865.000 ragazzi e ragazze). In particolare, hanno fatto uso negli ultimi 30 giorni di un prodotto tra sigarette tradizionali, prodotti a tabacco riscaldato e sigarette elettroniche prevalentemente i ragazzi rispetto alle ragazze tra gli studenti delle scuole medie (M 7,6% vs F 6,9%), mentre nelle scuole superiori sono state le ragazze a consumare di più rispetto ai ragazzi (M 32,2% vs F 42,1%). Sono questi i risultati di due ricerche che hanno coinvolto oltre 8mila giovani tra gli 11 e i 17 anni, coordinate dal Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Iss su un campione rappresentativo di 3.441 studenti delle scuole medie e 4.861 studenti delle scuole superiori.
Quasi raddoppiato in entrambe le fasce di età il fenomeno del policonsumo: se nel 2022 era pari al 26,0% tra gli 11-13enni e al 38,7% tra i 14-17enni, nel 2025 questa percentuale è pari al 45,5% tra gli studenti delle scuole medie e al 70,7% tra gli studenti delle scuole superiori.








