Tour de France, nel tappone pireneico vince Arensman. Vingegaard stuzzica ma Pogacar comanda
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Nebbia e pioggia al Tour de France. Nuvole basse sui Pirenei che avvolgono l’olandese Thymen Arensman quando taglia il traguardo di Superbagnares (1804 metri).
Una bella impresa, quella di Arensman, 25 anni della Ineos, cominciata molti chilometri prima sulle rampe del vecchio e glorioso Tourmalet con un gruppetto di coraggiosi che poi, a mano mano, si sono sfilati per strada.
Giustamente vi domanderete: ma nell’attesissimo tappone pirenaico, con 5000 metri di dislivello e montagne storiche come Tourmalet, Aspin e Peyresourde, che cosa ha combinato sua illustre maestà Pogacar?
E il suo eterno rivale, quel Joanas Vingegaard, quasi sempre costretto a far la parte del coraggioso combattente che deve però cedere ai superpoteri della maglia gialla? Cosa hanno inventato, questa volta, i due protagonisti del Tour?
Per un giorno, nella tappa che avrebbe dovuto essere più esplosiva, hanno fatto melina lasciando, incredibilmente, spazio anche agli altri. Solo alla fine, a 3 chilometri circa dal traguardo, quando la pendenza si è fatta più severa, Vingegaard ha provato un allungo per saggiare le condizioni di Pogacar, fino a quel momento stranamente poco reattivo.










