Torneremo ad approfondire l’arte, parola di Emanuel Layr
Taglio del 50% del business e dei costi. Il tempo ci dà spazio per studiare le opere, mi manca l’Italia
di Silvia Anna Barrilà
5' di lettura
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Il gallerista di Vienna Emanuel Layr con uno spazio anche a Roma, ha affrontato la crisi tagliando i costi e grazie all'aiuto di alcuni collezionisti fedeli. Nonostante le difficoltà per le produzioni interrotte, lo shutdown è stato per lui anche un momento di riflessione, per concentrarsi maggiormente sull'arte e tornare ad una dimensione di studio.
Quali sono stati gli effetti di Covid-19 sul business dell'arte?
Gli affari sono diminuiti drasticamente, tutto ciò che accade ora in termini di vendite si basa su conversazioni avvenute precedentemente. Ovviamente non ci sono le mostre, ma penso che il problema principale sia il fatto che le istituzioni e le grandi collezioni private hanno problemi finanziari oppure sono troppo impegnate in misure di ristrutturazione.
Naturalmente anche i collezionisti con budget più limitati sono preoccupati e molto esitanti con gli investimenti non essenziali. Ho la sensazione che alcuni clienti si stiano riaffacciando, ma non è facile comunicare opere più complesse attraverso la comunicazione online. Solo un certo tipo di arte è adatto.
In che modo la tua galleria ha affrontato la crisi?
Dopo il primo shock, ho fatto di tutto per ridurre i costi. Ci è voluto un po' di tempo per adattarci all'home office, ai nuovi programmi e alla comunicazione interna. Ora cerchiamo di fare del nostro meglio. Mi piacciono tutte queste nuove idee che fluttuano intorno a noi e ne sono impressionato, perché davvero per me non è il momento di reinventare qualcosa di grosso. Inoltre non voglio allontanarmi toppo da quello che faccio, spero che le opere, gli artisti e la galleria rimangano al centro di questa attività commerciale. Ciò che abbiamo capito è che dobbiamo diventare più precisi, rallentare, concentrarci su singole opere e idee. È importante ora e lo sarà molto probabilmente ancora di più in futuro.
Quali misure hai adottato per mitigare le conseguenze negative del blocco sull'attività della galleria?
Riduzione dei costi, rinegoziazione dell'affitto, meno mostre, ricerca di nuove collaborazioni, piattaforme condivise.
Hai ricevuto aiuti dallo Stato o incentivi a sostegno dei dipendenti?
Non in relazione alla crisi. Non ci sono aiuti da parte dello Stato per le gallerie. Ci sono alcune misure per riorganizzare i sistemi It. Ma sono per le piccole imprese sotto i 10.000 euro. Ho un team meraviglioso che ha tanto lavoro e non posso metterlo in cassa integrazione. Le gallerie si trovano in una situazione difficile: svolgiamo un lavoro culturale, ma non siamo considerate istituzioni culturali. I governi ci vedono più come imprese, anche se sosteniamo gli artisti e offriamo mostre a ingresso gratuito tutto l'anno. Come impresa, siamo troppo piccoli per giovare degli aiuti alle aziende in quanto a dipendenti o prestiti, ecc.






