diario di bordo dell’economia - centro studi istituto tagliacarne

Tornano a crescere le società di capitale

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Nonostante il complesso quadro macro economico e geopolitico, il sistema imprenditoriale del Nord-Est non solo ha continuato ad espandersi nel 2023, ma lo ha fatto con maggiore slancio rispetto al 2022, contrariamente al rallentamento osservato a livello Paese. Dall’analisi dei dati del Registro Imprese si evince come l’anno si sia chiuso con 3.722 imprese in più, un saldo positivo generato da 35.938 nuove iscrizioni e 32.166 cessazioni. Si tratta di una crescita dello 0,55% che risulta inferiore al valore medio nazionale (+0,70%), ma superiore al tasso dell’area nell’anno precedente (+0,48%). Guardando alla natura giuridica, tale risultato è da ricondurre al processo di rafforzamento della struttura produttiva. Le società di capitale, infatti, registrano una crescita del 2,69%, a fronte di una sostanziale stabilità delle imprese individuali e di performance negative delle altre forme organizzative. Più eterogeneo appare, invece, l’andamento tra settori. Allargano la propria base imprenditoriale soprattutto le costruzioni (+564 imprese) e le attività professionali, scientifiche e tecniche (+451). Mentre segnano una significativa contrazione il commercio (-2.784) e il turismo (-1.262) – calo quasi interamente concentrato nella ristorazione (-1.203 unità) -, seguiti dal manifatturiero (-980) e dal settore primario (-953). Passando al dettaglio territoriale, tutte e tre le regioni dell’area mettono a segno un risultato positivo – peraltro migliore rispetto a quello sperimentato nel 2022-, ma solo il Trentino-Alto Adige presenta una crescita superiore a quella media del Paese (+1,02%; Veneto: +0,49%; Friuli-Venezia Giulia: +0,34%), conquistando su scala nazionale la quarta posizione dopo Lazio, Lombardia e Campania. Tra le province, spiccano Trieste (+1,59%) e Bolzano (+1,34%) che si collocano nell’ordine al terzo e settimo posto della rispettiva graduatoria provinciale. Belluno (-0,44%) e Rovigo (-0,15%), invece, sono le sole province del Nord-Est con un tasso di crescita negativo.

Inoltre, una recente analisi del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne ha messo in evidenza una peculiarità importante del tessuto produttivo del Trentino-Alto Adige che appare l’unica regione in Italia con un aumento della propensione dei giovani a fare impresa tra il 2011 ed il 2023.

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Il rapporto tra imprese giovanili e popolazione 18-24 anni è infatti passato da 4,81 imprese ogni 100 giovani nel 2011 a 5,06 nel 2023; dinamica da ricondurre però unicamente a Bolzano, dove il rapporto è passato da 4,58 a 5,30. Si tratta di un dato molto significativo, considerato il ruolo da protagonisti dei giovani verso la trasformazione dei processi produttivi nell’era della sostenibilità e del digitale.

Il quadro è meno roseo per Veneto e Friuli-Venezia Giulia, dove la propensione degli under 35 ad avviare un’attività cala (rispettivamente, da 5,32 a 4,09 e da 4,49 a 3,80), per quanto in misura meno pronunciata per la prima e in linea per la seconda con il trend nazionale.

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