Torna a salire il numero di spostamenti per lavoro
Secondo Isfort l’impatto dello smart working si è ormai stabilizzato mentre diminuiscono i tragitti per il tempo libero
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Cresce la mobilità per il lavoro e lo smart working si stabilizza, per non dire che arretra. Ci spostiamo un po’ meno per motivi di svago e sempre di più per viaggi professionali, con tutte le implicazioni del caso per le strategie dei mobility manager. Dal ventiduesimo rapporto Isfort sulla mobilità degli italiani, dal titolo “Eppur si muove”, risulta infatti che l’osservazione galileiana è molto legata all’ambito lavorativo. Il 33,6% degli spostamenti compiuti in Italia nel primo semestre del 2025 è stato per motivi di lavoro, in aumento rispetto al 32,3% dello stesso periodo del 2024, mentre sono leggermente diminuiti quelli per il tempo libero, dal 29,4% del primo semestre 2024 al 28,8% dei primi sei mesi del 2025. Ormai lontana l’ondata improvvisa del lavoro da remoto sperimentata durante la pandemia, lo smart working ha comunque mantenuto un certo peso, soprattutto nelle grandi imprese e nelle aree urbane estese. Secondo le più recenti stime dell’Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano, l’attuale platea dei lavoratori italiani a distanza si è stabilizzata a circa 3,5 milioni di unità. Come sottolineato di recente anche da Istat, lo smart working non ha comunque avuto lo stesso impatto in tutti i settori dell’economia italiana. In quelli ad alto contenuto tecnologico è diventato più facilmente parte integrante dell’organizzazione aziendale; in quelli legati alla manifattura risulta invece un’alternativa marginale, perché difficilmente applicabile nel concreto. A Milano può lavorare da casa oltre il 38% degli occupati e a Roma e Bologna poco meno di uno su tre, mentre a Catania e Messina circa uno su dieci. Stando allo stesso Rapporto, il lavoro a distanza, oltre a diminuire il traffico, complice il minor numero di spostamenti personali in auto, potrebbe contribuire anche al calo degli abbonamenti al trasporto pubblico. Per questo, risulta strategico il rilancio della figura del mobility manager e dei piani di spostamento casa-lavoro: strumenti come navette aziendali, voucher per la mobilità sostenibile o abbonamenti agevolati al trasporto pubblico locale potrebbero essere una risposta per bilanciare diverse esigenze.


