Torna l’ora della Terra. Obiettivo: -30 tonnellate di CO2 in atmosfera
L’iniziativa lanciata vent’anni fa dal Wwf invita i comuni a spegnere per un’ora le luci dei monumenti e risparmiare così energia preziosa
di Valeriano Musiu
3' di lettura
I punti chiave
- Che cos’è l’Earth Hour
- I numeri delle edizioni passate
- L’impatto dello spegnere la luce
- Quanto si risparmia
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Un’ora per salvare il pianeta dalla crisi climatica. Sabato 28 marzo, alle 20.30 è scattata la Earth Hour 2026, l’Ora della Terra promossa dal WWF. L’iniziativa, che quest’anno celebra il suo ventesimo anniversario, invita cittadine e cittadini di tutto il mondo a spegnere le luci per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’emergenza del clima.
Che cos’è l’Earth Hour
Inaugurato ufficialmente nel 2007, l’Earth Hour è un evento globale e senza frontiere promosso dal WWF, che invita la popolazione a compiere un gesto per il clima per 60 minuti: un gesto concreto, come spegnere la luce, ma al tempo stesso altamente simbolico. L’iniziativa si rivolge ai singoli cittadini e cittadine, alle istituzioni, alle città e alle imprese. Per la prima volta nella storia di Earth Hour verrà spenta a Roma la suggestiva Fontana dell’Acqua Paola (Fontanone) del Gianicolo. Uno spegnimento speciale, volto a celebrare i 60 anni del WWF Italia.
Anche quest’anno Earth Hour ha ricevuto il patrocinio di diverse istituzioni. Tra le altre, la Camera dei deputati, il Senato della Repubblica, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI). È stata conferita inoltre la Medaglia del Presidente della Repubblica. Con lo spegnimento dell’illuminazione della Cupola e della facciata della Basilica di San Pietro, anche la Santa Sede partecipa all’evento.
Tra le città che aderiscono all’iniziativa ci sono Ancona, Bari, Brindisi, Catania, Firenze, Milano, Napoli (dove verranno spenti il Maschio Angioino e alcune chiese simbolo della città, tra cui Duomo, Basilica dell’Incoronata (Capodimonte) e Basilica di San Giovanni Maggiore), Padova, Torino e altri centri.
I numeri delle edizioni passate
Guardando ai numeri dell’edizione 2025, WWF ha dichiarato che l’anno scorso in Italia sono stati spenti «almeno 200 monumenti», con circa «150 comuni» che hanno preso parte alla manifestazione. A livello globale, l’associazione ha stimato che i sostenitori «in circa 120 Paesi e territori hanno dedicato collettivamente quasi 3 milioni di ore» all’attività. Sempre secondo l’associazione, nel 2024 l’evento aveva raggiunto il milione e mezzo di ore, e il 2023 circa 400mila.

