I dati

Torna a crescere il cinema italiano: +11,5 milioni in un anno. Arretra Hollywood

Un anno positivo, dunque, in cui però tutto il settore si è scontrato con la questione tax credit e le tante polemiche sul meccanismo del credito d’imposta. Il confronto con alcuni Paesi europei

di Andrea Biondi

(AdobeStock)

5' di lettura

English Version

5' di lettura

English Version

Oltre 1,2 milioni di spettatori in più (1.244.314 per essere precisi). E quanto a incassi, fra un anno all’altro sono aumentati di 11,5 milioni di euro. Sono numeri in crescita quelli messi agli atti dal cinema italiano nel 2025. I dati Cinetel, elaborati dal Sole 24 Ore e riferiti all’intervallo di tempo compreso fra 1 gennaio e 29 settembre, sotto questo profilo sono eloquenti e restituiscono un quadro migliore degli anni precedenti, frutto di un inizio di anno particolarmente positivo e di un’estate in cui, invece, l’apporto del cinema italiano al box office è nei fatti mancato.

Anche qui i risultati estratti dalla banca dati Cinetel lasciano poco spazio a interpretazioni. Nel periodo compreso fra 1 giugno e 29 settembre, con 5,37 milioni al botteghino e 799mila presenze i film italiani sono addirittura quarti nel ranking, dopo Stati Uniti (49,7 milioni, in cui a a fare da battistrada è stato “Lilo & Stitch”), Regno Unito (42,16 milioni, con “Jurassic World - La Rinascita” a trainare il gruppo) e addirittura il Giappone (5,57 milioni con “Demon Slayer”, approdato in sala l’11 settembre, come pellicola più vista con in sui 4,3 milioni di incasso). Nel 2024, nello stesso periodo i film italiani avevano incassato 11,5 milioni.

Loading...

Tirando le somme, nel 2025 (sempre considerando il periodo 1 gennaio-29 settembre) i film italiani per un soffio si riconfermano secondi nelle preferenze degli spettatori italiani con 70,95 milioni di euro di incasso (+19,3%), davanti ai 70,92 milioni dei film provenienti dal Regno Unito e dietro ai 136,8 milioni dei film targati Usa.

Un anno positivo, dunque, in cui però tutto il settore si è scontrato con la questione tax credit e le tante polemiche sul meccanismo del credito d’imposta che avrebbe portato a usi troppo disinvolti ora sotto la lente anche delle Procure. L’argomento, da tempo al centro del dibattito, è salito tristemente alle cronache anche per la vicenda di Villa Pamphili (a Francis Kaufmann, presunto assassino, è stato concesso quasi 1 milione). La situazione di tensione è culminata con le dimissioni di Nicola Borrelli, direttore della Direzione Generale Cinema del Mic.

Tornando al box office proprio in questo 2025 una tendenza si è mostrata con ancora maggior chiarezza: l’arretramento di Hollywood. Visto dalla prospettiva del box office italiano il fenomeno appare abbastanza chiaro: i 208 milioni di incassi del 2023 (60,48% del totale) sono scesi a 180,4 milioni nel 2024 (54,95% del totale) e a 136,8 milioni nel 2025 (41,76% degli incassi totali nei cinema italiani). Fra un anno e l’altro l’incasso dei film Usa al botteghino in Italia è dunque calato del 24,2 per cento.

Concorrenza fortissima dello streaming, scorie del blocco produttivo degli anni passati e una certa crisi creativa stanno pesando sull’appeal di un cinema Usa che da sempre la fa da padrone. Accanto a questo, per quanto riguarda l’Italia, da Ministero della Cultura e associazioni di settore sono state messe in campo idee e iniziative per aumentare l’afflusso del pubblico nelle sale. Con Cinema Revolution (13 giugno-20 settembre), iniziativa promossa dal Mic, tutti i film italiani ed europei in programmazione nelle sale aderenti hanno avuto un costo per gli spettatori di soli 3,50 euro (il resto del biglietto è stato coperto dal Mic). Cinema Revolution è stata preceduta e conclusa con le edizioni estiva e autunnale di Cinema in festa (8-12 giugno e 21-25 settembre), iniziativa proposta al pubblico da Anec (esercenti) e Anica (l’associazione di settore del cinema), con il supporto del Mic, durante le quali il biglietto scontato era valido per tutti i film (italiani, europei ed extraeuropei) nelle sale aderenti.

Ora da Mic, Anica e Anec arriva “Happy Cinema Family”, nuova iniziativa rivolta alle famiglie. Dal 26 settembre al 31 dicembre, ogni nucleo familiare composto da due adulti e almeno un minore di 12 anni, per la visione di film italiani ed europei (esclusi i film britannici) si vedrà riconosciuto uno sconto su ciascun biglietto di 2,50 euro. Lo sconto si applica ai due adulti e a ciascun minore di anni 12 e sarà interamente rimborsato dal Mic, indipendentemente dalla politica di prezzi adottata.

Francia, il costo dei biglietti è dinamico

Contrariamente alla percezione diffusa, il biglietto del cinema in Francia non costa 10 euro. Solo poche sale praticano quei prezzi, mentre la maggioranza resta sotto quella soglia. Secondo il CNC, nel 2022 il 60% dei biglietti è stato venduto a meno di 7 euro e il 42% a meno di 6. Il prezzo medio è stato 7,24 euro. Negli ultimi dieci anni i prezzi sono saliti dell’11,5%, meno dell’inflazione (+12,8%).

La Francia ha sviluppato una delle politiche tariffarie più dinamiche al mondo: sconti per studenti, famiglie, senior, giovani, abbonamenti e biglietti aziendali. Il prezzo “intero” è ormai solo una delle tante opzioni. Andare al cinema resta l’attività culturale più accessibile. Nel 2024 si sono registrati 181,5 milioni di ingressi, 744 uscite esclusive e una quota di mercato nazionale del 44,8%. Record anche per le produzioni: 309 film approvati dal CNC.

Oltre alle grandi città, il tessuto francese si regge su un’ampia rete di sale nei piccoli centri: il 19% delle strutture si trova in aree poco popolate, con circa 12.000 schermi. Qui operano realtà come Ciné Off (Indre-et-Loire), che organizza proiezioni itineranti e mantiene vivo l’accesso al grande schermo anche dove i cinema commerciali non arrivano. Queste iniziative, spesso sostenute da volontari e fondi locali, garantiscono che il cinema resti parte della vita comunitaria, rafforzando il ruolo sociale oltre che culturale delle sale.

Romania, dai cinema popolari ai multiplex
Nel 2024 la Romania conta 108 sale attive, appena 3,8 ogni milione di abitanti: il dato più basso d’Europa. Nel 1990 erano 430. La transizione post-comunista e la gestione disastrosa di RomaniaFilm hanno portato al crollo della rete. Il rilancio è arrivato solo con i multiplex nei centri commerciali, che hanno però imposto un modello dominato da blockbuster e popcorn. Le sale indipendenti restano pochissime.

La regista Ada Solomon ricorda che prima del 1989 i cinema erano l’unico modo per vedere il mondo, con biglietti venduti a milioni. Oggi un grande successo non supera i 100.000 spettatori. Nel 2024 le sale hanno accolto 11 milioni di ingressi con un biglietto medio da 26 lei. Ma solo il 14,5% dei romeni va almeno una volta all’anno al cinema, contro una media UE del 32%.

Repubblica Ceca, ripresa nei piccoli centri

Nel 2023 sono stati venduti 13,3 milioni di biglietti, pari a 1,2 a testa. Prima del Covid si superavano i 15-18 milioni. Il Paese oggi conta circa 1.200 cinema, in crescita costante rispetto ai 701 del 2016, ma molto meno delle 2.025 sale del 1989.

La novità è l’apertura di sale nei piccoli centri, spesso ospitate in spazi polivalenti. Nelle grandi città i multiplex nei mall hanno quasi cancellato i cinema tradizionali: resistono solo le sale d’essai e i cinema estivi. Il biglietto varia oggi fra 8 e 15 euro.

Grecia, sale ancora dominate da Hollywood

Il cinema in Grecia non ha ancora recuperato i livelli pre-Covid. Nel 2019 si vendevano 9,6 milioni di biglietti, nel 2024 sono stati 7,6 milioni.

Il mercato è dominato dal cinema americano (70-80% delle vendite). Solo un biopic nazionale, *Stelios*, ha fatto eccezione con 850.000 spettatori (11% del totale). Il biglietto medio costa 7-8 euro, 5 nelle rassegne estive. Una parte di giovani, secondo il Festival di Salonicco, torna però a scegliere lo schermo grande rispetto alle piattaforme.

Croazia, meno pubblico, più incassi

Nel 2024 sono stati proiettati 318 film, di cui 250 in prima visione e 40 nazionali. Gli spettatori sono calati del 12% rispetto al 2023, ma gli incassi sono cresciuti del 2% grazie a un biglietto medio salito a 4,33 euro (da 3,66). La quota di spettatori dei film croati è crollata (-43%), mentre quella dei titoli stranieri è aumentata. La rete Kino Mreža collega 46 cinema indipendenti, ma la media resta bassa: 0,9 visite a testa l’anno.

* Questo articolo rientra nel progetto di giornalismo collaborativo europeo “Pulse” ed è stato realizzato con il contributo di Oana Dumbravă (Romania), Ștefania Gheorghe (HotNews, Romania), Petr Jedlička (Deník Referendum, Repubblica Ceca), Lena Kyriakidi (EfSyn, Grecia), Marina Kelava (H-Alter.org, Croazia), Lola García-Ajofrín (El Confidencial, Francia).

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti