Giustizia penale

Torna in agenda il sequestro degli smartphone, possibile la mossa del Governo

Riparte la discussione alla Camera. Delega aperta per il ministero della Giustizia con scadenza il 9 ottobre

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La maggioranza prova a stringere i tempi sul sequestro degli smartphone. Ma la soluzione potrebbe arrivare dal ministero della Giustizia. Da domani alla Camera, in commissione Giustizia, torna in agenda (con la previsione di votazioni) il disegno di legge di riforma, dove alla contrazione del ruolo del pubblico ministero si accompagna un’espansione del giudice e una maggiore complessità della procedura. Un provvedimento che ha già ottenuto l’assenso del Senato ormai nell’aprile 2024 e che tuttavia da tempo è incagliato.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’impasse

Prima per ragioni di opportunità politica, la volontà di Governo e maggioranza di non aprire ulteriori fronti di scontro con la magistratura a ridosso del referendum, ora invece per i diversi giudizi che le forze che sostengono Meloni danno sulle misure in cantiere.

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Le frizioni

A riproporsi, in un contesto giuridico peraltro non molto distante, sono le frizioni interne al centrodestra di quest’estate, quando a luglio, in sede di conversone dell’ennesimo decreto legge dedicato ai temi della giustizia, Fratelli d’Italia presentò due emendamenti per correggere la disciplina sull’utilizzo delle intercettazioni in altri procedimenti, modificata nel corso della legislatura, venendo incontro alle preoccupazioni espresse dai magistrati, in primo luogo dal Procuratore antimafia Giovanni Melillo.

Gli schieramenti

Emendamenti poi accantonati dopo l’insurrezione di Forza Italia, indisponibile a votarli, in segno di rispetto del garantismo contro le intercettazioni asseritamente “a strascico”. Adesso gli schieramenti si ripropongono. Con Melillo che in audizione ha segnalato le medesime criticità, per l’attività di contrasto alla criminalità organizzata, di misure, come quelle del disegno legge, che riproducono i medesimi limiti all’utilizzo in altri procedimenti anche dei risultati delle estrazioni dati dai device.

Sollecitazioni cui Fratelli d’Italia è senza dubbio più sensibile, con Forza Italia invece a premere per una sollecita approvazione del provvedimento (come pure, al Senato, per la riforma della prescrizione approvata alla Camera ormai molti mesi fa).

La delega aperta

A sciogliere i nodi potrebbe però essere il ministero della Giustizia, se decidesse di esercitare la delega aperta, ma ormai in scadenza il 9 ottobre, sul recepimento della direttiva 2016/680 e della sentenza della Corte di giustizia Ue del 4 ottobre 2024. Dove l’oggetto è l’accesso delle autorità investigative ai dati personali contenuti nei dispositivi digitali.

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