Nel 2023, la ripartizione Nord occidentale dell’Italia emerge come un’area di spicco nelle dinamiche delle esportazioni nazionali. In totale, l’ammontare delle esportazioni realizzate dal Nord-ovest raggiunge e supera i 76 miliardi di euro, una variazione del +7,4% rispetto all’anno precedente, decisamente più intensa rispetto a quanto riscontrata nel complesso Italia (tendenzialmente ferma ai valori del 2022) e nelle altre ripartizioni della Penisola (+0,0% nel Mezzogiorno, +0,6% nella Lombardia e -2,5% nel Nord-est). La dinamica positiva dell’area è fortemente condizionata dalle performance del Piemonte che, se confrontato al 2022, guadagna un +9,1% (quinta in Italia per variazione dell’export). In termini di valore esportato sul totale nazionale, la quota della regione raggiunge il 10,4%, posizionandosi al quarto posto dopo la Lombardia, l’Emilia-Romagna e il Veneto. Sono risultate meno dinamiche, invece, la Liguria (+0,7% dal 2022) e la Valle d’Aosta (in forte contrazione, -21,1%). Scendendo a un maggior livello di dettaglio territoriale, oltre il 60% delle esportazioni sono realizzate da tre province piemontesi, vale a dire Torino (38,8%, seconda a livello nazionale), Cuneo (14%, diciottesima) e Alessandria (9,7%, ventiseiesima). Fanno peggio Imperia, Valle d’Aosta e Verbano-Cusio-Ossola, con percentuali che non superano il 2%. Tra i principali mercati di sbocco dei prodotti del Nord-Ovest, un ruolo di primo piano è da sempre rivestito dalla Francia verso cui, nel 2023, si dirigeva oltre il 14% dei beni e servizi esportati dalla ripartizione, con una crescita dell’11,2% in confronto al 2022. Seguono la Germania (13%, +6,8% dall’anno precedente), gli Stati Uniti (11,9% e +11,0%), la Spagna (5,3% e +15,2%), la Polonia (4,2% e +20,8%). Inoltre, se si concentra l’analisi esclusivamente sui 20 paesi verso i quali la ripartizione occidentale del settentrione ha realizzato vendite più rilevanti, è possibile notare un andamento particolarmente positivo verso il Kuwait (+44,6% dal 2022) soprattutto grazie alla forte impennata delle esportazioni riferite al settore delle Aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi (+55,6%) e di quello automobilistico (+92,6%). Da menzionare, inoltre, l’incremento dell’export verso l’Irlanda (+22,5%), il Giappone e il Messico (entrambi con un +21,4%). Dal punto di vista merceologico, oltre un quarto dell’export del Nord-ovest è determinato dalla vendita di Autoveicoli (10,9% del totale), di Macchine di impiego generale (8,3%) e di Parti e accessori per autoveicoli e loro motori (7,4%). Seguono, con quote inferiori al 5%, le Navi e imbarcazioni e la macrocategoria degli Altri prodotti alimentari. Invece, tra i beni per i quali si registrano gli aumento più decisi è da segnalare l’aumento delle esportazioni legate alle Macchine per la formatura dei metalli e altre macchine utensili (+32,8%), agli Articoli in gomma (+19,7% dal 2022) e agli Articoli di abbigliamento (escluso l’abbigliamento in pelliccia, +16,9%).
In questa puntata facciamo chiarezza sulle nuove regole per i familiari a carico e sulle agevolazioni fiscali, vediamo come cambierà in Europa la vita delle auto dalla produzione alla rottamazione e quando...