Token, un ponte tra finanza tradizionale e decentralizzata
Con Conio Ferrari porta su blockchain la Rossa che vince a Le MansCon due operazioni UniCredit verifica la tecnologia e forma il mindset interno
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In Formula Uno non domina, ma a Le Mans la Ferrari negli ultimi anni non sbaglia un colpo. Ora la Rossa si presenta in pole position anche sulla pista virtuale della blockchain, con il progetto di tokenizzazione della 499P, la macchina che da tre anni si impone nell’iconica 24 Ore sul circuito francese. Dalla collaborazione con Conio è nato un wallet digitale a disposizione dei partecipanti all’esclusivo programma Hyperclub su cui conservare i token per partecipare all’asta con in palio il modello vincente di Le Mans.
Se ora il progetto coinvolge il centinaio di clienti top della Ferrari, Conio non è nuova alla tokenizzazione di asset reali: l’anno scorso ha lanciato il progetto ebitts con Enel con il token rappresentativo di quote di impianti rinnovabili che rende l’energia verde accessibile a tutti i clienti tramite blockchain.
«Asset fisici tokenizzati possono essere il sottostante di uno strumento finanziario - pensiamo ai certificati su bitcoin che si trovano già a mercato -, con la possibilità anche di certificare il sottostante in maniera probabilmente più sicura e trasparente – spiega Andrea Conso, avvocato specializzato in diritto dei mercati finanziari advisor del progetto -. In questo senso rappresenta un ponte tra la finanza decentralizzata e quella tradizionale, anche se bisogna verificarne l’effettiva efficienza in termini economici: questi strumenti non sfuggono alla regolamentazione e questa forma di dematerializzazione “decentralizzata” neppure esclude la necessità che a “maneggiarli” siano sempre e solo gli intermediari vigilati, come una banca depositaria che deve sempre custodire gli asset dei fondi, ancorché tokenizzati».
Il segnale di UniCredit
Dopo la sessione del Fintech Milano Hub di Banca d’Italia dedicato a questi strumenti, due anni fa Cdp ha inaugurato l’era della tokenizzazione in Italia con il primo bond digitale da 25 milioni di euro sottoscritto da Intesa Sanpaolo. A fine 2025 UniCredit ha dato un segnale di fiducia nella nuova digitalizzazione dei mercati finanziari con il lancio di due progetti: un minibond da cinque milioni di euro a favore di E4 Computer Engineering, sottoscritto insieme a Cdp, e una nota strutturata destinata a investitori privati con capitale protetto e rendimento indicizzato all’Euribor a tre mesi.
«La tokenizzazione permette di superare alcuni limiti attuali della finanza tradizionale rendendo liquidi asset oggi illiquidi e, grazie alla programmabilità garantita dalla blockchain, più dinamici ed efficienti alcuni processi. La riduzione dei livelli di intermediazione si traduce in minori costi e migliora, rendendola più fluida, l’esperienza cliente, soprattutto per un target prioritario della banca come le Pmi - sostiene Luca Colombo del team Strategy di UniCredit -. L’obiettivo è ridurre la complessità di applicazione di questa nuova tecnologia e rendere il processo talmente semplice e immediato da riuscire a offrire un servizio migliorativo al cliente, superando le barriere di adozione».






