I dati di ottobre

Export, riparte il made in Italy: tengono Germania e Francia. Ma i 10 mesi sono in rosso

Torna a crescere la moda mentre crollano le auto: -23,7%

di Luca Orlando

Export in calo dello 0,7% nei primi nove mesi

4' di lettura

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La novità non è banale: dopo mesi di flessioni l’export verso la Germania ad ottobre torna a crescere. Non uno scatto memorabile, una ripresa di appena lo 0,9%, che tuttavia insieme al recupero più robusto di Francia, Spagna e di molte altre aree continentali, porta in attivo il bilancio del mese, in progresso dell’1,6%.

Nei dieci mesi il bilancio migliora così in modo marginale e il passivo si riduce allo 0,5%.

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La spinta limitata dei mercati extra-Ue, nei dieci mesi in crescita dello 0,9%, frenati dal “rosso” di Stati Uniti e soprattutto Cina (-21,3% tra gennaio e ottobre), al momento non basta ancora per tenere a galla il bilancio complessivo, che vede una riduzione degli acquisti da parte dei mercati europei: in dieci mesi qui la riduzione è dell’1,7%.

Mese positivo quasi a tutto tondo, quello di ottobre, con crescite che coinvolgono quasi tutti i settori, in più di un caso a doppia cifra, come capita ad alimentari e farmaceutica mentre il segno meno è visibile solo nei macchinari (appena -0,3%) e nel settore auto, unico vero punto di crisi delle vendite estere. Nel complesso le vendite di vetture cedono nel mese quasi il 24%, peggior comparto in assoluto.

La debolezza delle importazioni (quasi ferme nel mese, in calo del 4,6% tra gennaio e ottobre) ha come risultato l’aumento del nostro avanzo commerciale che in dieci mesi raggiunge i 45 miliardi di euro (era 24,6 miliardi nei primi dieci mesi del 2023).

 

Industria in bilico

Il mini recupero dell’export è un segnale importante, all’interno di una fase di rallentamento che per l’industria in termini di produzione industriale procede ormai da 21 mesi consecutivi nel dato tendenziale, calo di oltre tre punti nei primi dieci mesi del 2024 che risparmia pochi settori e che vede come punti di difficoltà principali l’auto (a ottobre la produzione è quasi dimezzata) e il tessile-abbigliamento.

Nelle stime di Intesa Sanpaolo e Prometeia il 2024 per l’industria si chiuderà con una frenata di circa 20 miliardi dal lato dei ricavi e la debolezza delle vendite oltreconfine è uno degli elementi chiave di questo rallentamento. Riduzione di export che sarebbe anche più marcata escludendo dal calcolo le vendite di oro dirette verso la Turchia, situazione contingente legata all’imposizione fiscale più alta imposta da Ankara agli acquisti extra-Ue, che ha penalizzato le importazioni da Svizzera ed Emirati Arabi, premiando in particolare il distretto di Arezzo. Che in soli 9 mesi ha venduto per il capitolo “gioielleria e semilavorati” quasi tre miliardi in più rispetto all’anno precedente, portando la provincia al primo posto assoluto in Italia per tasso di crescita di export complessivo nel 2024.

Nel dettaglio

A ottobre 2024 si stima una flessione congiunturale più ampia per le esportazioni (-1,9%) rispetto alle importazioni (-0,3%). La diminuzione su base mensile dell’export è marcata per i mercati extra-Ue (-3,2%), contenuta per l’area Ue (-0,7%).

Nel trimestre agosto-ottobre 2024, rispetto al precedente, l’export cresce dello 0,6%, l’import dell’1,1%.

A ottobre 2024 l’export cresce su base annua dell’1,6% in termini monetari, mentre è pressoché stazionario in volume (-0,1%). La crescita delle esportazioni in valore è sintesi di un incremento per i mercati Ue (+3,7%) e di una moderata flessione per quelli extra Ue (-0,7%). L’import registra una crescita tendenziale in valore contenuta (+0,4%), sintesi di un aumento nell’area Ue (+3,9%) e di una contrazione nell’area extra-Ue (-4,0%); in volume, le importazioni aumentano dell’1,2%.

Tra i settori che contribuiscono maggiormente alla crescita tendenziale dell’export si segnalano: articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti non classificati altrove (n.c.a.) (+35,8%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+10,5%) e articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+11,5%). Flette su base annua l’export di coke e prodotti petroliferi raffinati (-57,2%), autoveicoli (-23,7%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-12,6%) e macchinari e apparecchi n.c.a. (-0,3%).

Su base annua, i paesi che forniscono i contributi maggiori all’incremento delle esportazioni nazionali sono: Turchia (+33,5%), Regno Unito (+10,8%), Francia (+4,4%), Spagna (+8,0%) e Belgio (+10,3%). All’opposto, Stati Uniti (-11,8%) e paesi OPEC (-17,6%) forniscono i contributi negativi più ampi.

Nei primi dieci mesi del 2024, l’export registra una lieve flessione su base annua (-0,5%): a contribuire sono soprattutto le minori vendite di autoveicoli (-14,5%), coke e prodotti petroliferi raffinati (-15,4%) e metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-4,3%). Per contro, apporti positivi importanti provengono dalle maggiori vendite di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti n.c.a. (+19,7%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+8,3%) e articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+6,5%).

Il saldo commerciale a ottobre 2024 è pari a +5.153 milioni di euro (era +4.495 milioni a ottobre 2023). Il deficit energetico si riduce a -4.706 milioni, da -5.204 milioni dell’anno prima. L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici aumenta da 9.700 milioni di ottobre 2023 a 9.860 milioni di ottobre 2024.

Nel mese di ottobre 2024 i prezzi all’importazione diminuiscono dello 0,1% su base mensile e dell’1,5% su base annua (era -0,5% a settembre).

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