Teatro

Thomas Bernhard a tutto campo

Il Burgtheater di Vienna propone adattamenti scenici di due romanzi cruciali

di Flavia Foradini

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Thomas Bernhard è ormai un classico della letteratura europea del dopoguerra, sia per quanto riguarda la prosa che il teatro. Dopo una lunga fase in cui venne etichettato come “infangatore della patria”, oggi gode di un posto privilegiato sia nei cartelloni dei maggiori teatri sia nelle librerie. Da qualche tempo non solo in Austria lo sguardo sulla sua produzione si è allargato e si portano in scena anche i suoi romanzi, che di teatrale hanno molto e danno il meglio se letti ad alta voce o recitati da un professionista, capace di dare il giusto risalto alle spesso interminabili quanto articolate frasi dell’autore austriaco.

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La stagione 2025-26 del Burgtheater vede la proposta di nuovi adattamenti di due romanzi cardine, che rimarranno in repertorio almeno fino all’estate.

Nicholas Ofczarek

 

Estinzione

“Estinzione. Uno sfacelo” (Auslöschung. Ein Zerfall) è l’ultimo romanzo di Bernhard, pubblicato nel 1986 ma scritto all’inizio degli anni ’80. Il fulcro è il paesetto di Wolfsegg in Alta Austria, dove il protagonista, l’intellettuale Franz-Josef Murau, fa ritorno per il funerale dei genitori e del fratello, morti assieme in un incidente. Lui ormai vive a Roma e quel viaggio imprevisto verso i luoghi della sua infanzia è una difficile discesa agli inferi, dentro costellazioni e conflitti famigliari intricati quanto insopportabili, e un passato di alacre connivenza dei genitori col nazismo. Quando il telegramma delle due sorelle lo raggiunge con la notizia, dal cassetto della scrivania del suo appartamento prospiciente Piazza della Minerva, Murau estrae delle fotografie dei congiunti deceduti e s’immerge nei ricordi. E quando arriverà a Wolfsegg, quei ricordi riveleranno di essere una dolorosa, perdurante realtà. La cerimonia del funerale, in linea con l’agiatezza economica e la preminenza sociale della famiglia, si trasformerà in una vistosa vetrina fitta d’ipocrisie, a cominciare dall’arrivo di Spadolini, spregiudicato arcivescovo ma soprattutto ormai ex amante della madre.

L’adattamento è firmato da Jeroen Versteele e dalla drammaturga e regista svedese Therese Willstedt, che hanno suddiviso su otto attori l’impeto bernhardiano del filo narrativo. Le quattro donne e i quattro uomini interpretano anche tutti i personaggi cruciali evocati da Murau: davanti al sipario chiuso, nella prima parte della rappresentazione, mentre nella seconda parte il palcoscenico è occupato interamente da una ripida e altissima scalinata rossa, costellata degli oggetti di scena necessari alle varie azioni, e su cui si arrampicano gli attori, in una scalata affannosa, come quella cui li costringono gli insolubili, cementati problemi famigliari.

Non è certamente semplice concentrare in due ore e cinquanta un romanzo di oltre 600 pagine e la serata alterna momenti fedelmente in linea con la ferocia di certi passaggi del romanzo, che rivelano Murau come perfetto alter ego dell’autore e sanno parlare al pubblico di oggi, e passaggi più epidermicamente dimostrativi di fondamentali topoi bernhardiani, delle sue invettive, dei suoi insulti, delle sue iperboli.

Ausloeschung

 

A colpi d’ascia. Un’irritazione

Assai più riuscito è il secondo adattamento che il Burgtheater propone nel cartellone 2025/26: “A colpi d’ascia. Una irritazione” (Holzfällen. Eine Erregung), un romanzo che alla sua pubblicazione nel 1984 creò uno scandalo per via di quei personaggi così riconoscibili della Vienna intellettuale, attaccati e denigrati senza pietà dal protagonista. Il conseguente sequestro delle copie già in libreria fu un unicum nella storia della letteratura moderna austriaca. Oggi tuttavia ciò che di quel romanzo rimane e risalta, è una virtuosa vivisezione di un mondo culturale viennese che ha ancora tanti tratti odierni e produce momenti di comicità irresistibile, letti da uno strepitoso Nicholas Ofczarek. Attore fra i più amati dell’ensemble del Burgtheater, se ne sta seduto da solo su un palcoscenico spoglio, ottimamente coadiuvato dalla ‘Musicbanda Franui’, che suona intermezzi dal vivo. Nelle due ore e mezzo del pregevole adattamento che sa cogliere il meglio del testo, firmato da Tamara Metelka e Andreas Schett, Ofzcarek fa rivivere la ‘cena artistica’ del romanzo in casa degli Auersberger, osservata minuziosamente dal protagonista seduto in poltrona. La comicità è al sangue e nella Vienna cui l’opera fa puntuale riferimento, e di cui restituisce integro l’humus locale, viene recepita appieno dal pubblico, che scandisce la recita con fragorose risate.

Entrambi gli allestimenti stanno facendo il tutto esaurito, con recite sold out fino all’ultimo strapuntino della galleria più alta: un riconoscimento di cui presumibilmente Bernhard sogghignerebbe soddisfatto.

 

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