Lavoro, Tfr a condizioni agevolate dal 1° febbraio ai dipendenti pubblici
La nuova prestazione di anticipazione del trattamento di fine servizio/rapporto integra, in via sperimentale per un triennio, le tipologie vigenti
di Fabio Venanzi
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Dal 1° febbraio, l’Inps anticiperà il trattamento di fine servizio e di fine rapporto dei pubblici dipendenti, a condizioni agevolate. Con il messaggio 430/2023, l'istituto previdenziale ha disciplinato una nuova prestazione, volta a superare i tempi “lunghi” ora previsti per l’erogazione di Tfs e Tfr, che possono arrivare a superare i cinque anni.
Attualmente, già esistono due forme di cessione del trattamento di fine servizio e di fine rapporto. Questa nuova è richiedibile da parte degli iscritti alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (Fondo credito).
Possono chiedere l’anticipo i pensionati e i lavoratori cessati non pensionati (sempre che, a seguito di nuovo impiego, risultino iscritti al Fondo credito), che abbiano diritto a una prestazione di Tfs/Tfr, non ancora integralmente erogata.
Per l’intera durata del finanziamento è dovuto un interesse pari all’1%, a cui si aggiunge una ritenuta dello 0,50% a titolo di spese di amministrazione.
Anticipo anche limitato alla quota disponibile
Il beneficiario può decidere di cedere anche parzialmente la propria prestazione, cosicché, raggiunti gli ordinari termini di legge, la parte non ceduta in favore dell’Inps, sarà riscossa direttamente.







