Terziario, dai contratti minori retribuzioni giù fino al 40%
Secondo uno studio del Cnel l’applicazione di un contratto “minore” rispetto al Ccnl leader penalizza un aiuto pasticcere per 6mila euro, per un cameriere il delta sfiora i 4.900 euro con riflessi sui contributi pensionistici
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Per un aiuto pasticcere l’applicazione di un contratto “minore” rispetto al contratto leader può comportare una penalizzazione di oltre 6mila euro (-40,4%). Per un cameriere d’albergo il delta sfiora i 4.900 euro (-28,9%) e per un cameriere di ristorante supera i 4.700euro (+25,6%).
Tutto ciò ha riflessi sul montante contributivo per la pensione, che è di gran lunga inferiore, ma le differenze si estendono anche gli istituti normativi contrattuali spesso peggiorativi nei contratti “minori” (straordinario, welfare, permessi).
Differenze tra il 14% e il 40% nella retribuzione fissa
È il quadro che emerge dallo studio realizzato da Michele Tiraboschi (presidente della Commissione dell’informazione Cnel e ordinario di diritto del lavoro presso l’Università di Modena e Reggio Emilia) e Larissa Venturi (Direzione per la programmazione e il coordinamento delle politiche settoriali del Cnel), discusso e approvato dalla Commissione dell’informazione del Cnel che si focalizza sul terziario di mercato, comparando i tre contratti leader del settore riconducibili al sistema contrattuale promosso da Confcommercio, con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil con i due Ccnl sottoscritti da federazioni di categoria comparativamente non rappresentative ma che hanno un minimo grado di radicamento ed effettiva applicazione nel settore, cioè i Ccnl riconducibili al sistema Anpit-Cisal relativamente al commercio, al turismo e ai pubblici esercizi, prendendo a riferimento dieci profili professionali rappresentativi dei tre settori. La comparazione è stata effettuata dopo aver elaborato schede contratto per ciascun Ccnl e per ogni livello contrattuale applicando, come deliberato dalla Commissione dell’informazione, i parametri di valutazione previsti dal Codice dei contratti pubblici.
Lo studio prende in considerazione, in linea con le indicazioni del Codice contratti pubblici per la verifica della equivalenza contrattuale, le componenti fisse della retribuzione globale annua (minimi tabellari, contingenza, Edr mensilità aggiuntive e ulteriori indennità) e i trattamenti normativi basici (lavoro supplementare e straordinario, clausole elastiche nel part-time, periodo di prova, preavviso, permessi retribuiti, bilateralità, previdenza e sanità integrativa…), in vigore nel gennaio 2026 per una regione di riferimento (Emilia Romagna).
In tutti i profili esaminati, i contratti del sistema Confcommercio presentano livelli retributivi sensibilmente superiori rispetto ai contratti Anpit, con scostamenti che oscillano, a seconda delle figure professionali, tra il 14% e oltre il 40% della retribuzione fissa annua del terziario di mercato.









