Terremoto in Colombia, il bilancio si aggrava: 240 morti. Donna estratta viva dopo 30 ore
«Non riposeremo fino a riuscirci», aveva promesso il sindaco sui social riferendosi agli sforzi in corso da ore per riuscire a estrarre la giovane
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È salito a 240 morti e oltre 570 feriti il bilancio del terremoto di magnitudo 7,4 che alle 7.34 di lunedì 10 agosto ha colpito la Colombia, con epicentro nei pressi di San José del Palmar. Le famiglie hanno pubblicato informazioni sui propri cari scomparsi su siti web gestiti dai cittadini. Fino a lunedì sera risultavano segnalate come disperse oltre 2.700 persone.
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Sono 87 le vittime registrate nelle città capoluogo. Cinque, tra le 32 capitali dipartimentali, restano in allerta rossa: Pereira, Cali, Quibdó, Manizales e Armenia. Pereira è la città più colpita con 60 morti, seguita da Cali con 15, Quibdó con otto e Manizales con quattro. Ottantasei gli edifici crollati e sette gli aeroporti la cui operatività è stata sospesa.
Le immagini diffuse dai media locali mostrano edifici danneggiati, parti di strutture crollate e calcinacci sulle strade in diverse località. Le autorità stanno effettuando le verifiche per accertare l’entità dei danni e il numero delle persone coinvolte.
A Cali il sindaco, Alejandro Eder, ha decretato il coprifuoco e annunciato la militarizzazione della città per garantire la sicurezza e la gestione dell’emergenza. E ha informato che secondo le prime stime ci sono almeno 20 edifici crollati in città con alcune persone intrappolate. Calcinacci per le strade, alcuni edifici fortemente danneggiati, cornicioni crollati anche nel centro di Manizales. Il sisma avrebbe fatto crollare anche l’ospedale di Cali, e tra le persone intrappolate ci sarebbero anche dei bambini.
Il sindaco di Bogotá, Carlos Fernando Galán, ha riferito che al momento non si registrano danni significativi in città, sebbene siano state segnalate diverse crepe in alcuni edifici. Nel frattempo, i vigili del fuoco della capitale colombiana hanno fatto sapere che stanno effettuando ispezioni quartiere per quartiere.






