Sfida sulla Sicurezza

Terre rare e tecnologia, la Cina limita gli scambi con dieci società Usa

Colpite Rare Earth, Mp Materials e Aveox. Bloccate anche le aziende di Paesi terzi

di Rita Fatiguso

Una miniera di terre rare della Mp Materials, a Mountain Pass, in California REUTERS

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Pechino sfodera l’arma micidiale di cui si è dotata negli ultimi anni, il meccanismo dei controlli all’export attivabili specie in caso di sospetto doppio uso civile/militare di prodotti potenzialmente lesivi degli interessi della sicurezza nazionale.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La vera guerra tra i due blocchi viaggia dunque su veti incrociati che colpiscono le catene di approvvigionamento di materie prime e tecnologia, così ieri il ministero del Commercio e delle Finanze cinesi sono scesi in campo, il primo sanzionando dieci aziende americane della Difesa in reazione al divieto per alcune aziende cinesi di accedere ai contratti della Difesa americana, il secondo vietando agli enti governativi cinesi l’acquisto di prodotti da 46 aziende Usa.

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Del primo pacchetto fanno parte Aveox, Red Cat Holdings, Teal Drones, Imsar, Jaia Robotics, Ball Aerospace & Technologies, Oshkosh Defense, L3Harris Maritime Services, Materiali Mp e Usa Rare Earth, ovvero il meglio della tecnologia americana militare tra produttori di droni militari e aziende attive nell’estrazione di terre rare alle quali i fornitori cinesi non potranno più vendere articoli a doppio uso. Aveox, in particolare, è un produttore di automobili destinato a mission-critical applications. Mp Materials, sostenuta dal Pentagono, gestisce l’unica miniera di terre rare attiva negli Stati Uniti e, insieme a Usa Rare Earth, è coinvolta nella catena di approvvigionamento cosiddetta mine-to magnet.

L’effetto più grave a catena è nei confronti di aziende o individui in Paesi terzi, anche per questi è fatto divieto di trasferire articoli a doppio uso dalla Cina alle aziende americane sotto embargo. L’export deve cessare immediatamente. Resta il fatto che le aziende cinesi potrebbero richiedere l’approvazione all’esportazione per beni considerati realmente necessari. La mossa equivale a un divieto totale di esportazione a doppio uso verso le aziende nominate, inasprendo le regole che prima richiedevano solo licenze di esportazione.

Separatamente, il ministero delle Finanze cinese ha fatto sapere che enti governativi non potranno acquistare prodotti da 46 aziende americane, incluse varie unità di Lockheed Martin, Raytheon e General Dynamics, in questo caso senza argomentare, nel caso specifico, le ragioni del provvedimento. Il divieto serve sia a salvaguardare la sicurezza nazionale della Cina sia in risposta a quella che è stata definita la «ingiusta espansione» del cosiddetto «Elenco delle Compagnie Militari Cinesi» da parte del governo degli Stati Uniti.

L’Elenco è quello al quale il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha aggiunto, a sorpresa, diverse aziende tecnologiche considerate aziende militari, tra cui il gigante dell’e-commerce Alibaba e Baidu, Byd, Nio, Cxmt, Ymct, Unitree, Wuxi Appter, Robosense. Baidu ha detto che l’ipotesi che si tratti di una compagnia militare «è totalmente infondata». La designazione impedisce loro di ottenere contratti militari statunitensi.

Il ministero del Commercio ha dichiarato all’epoca che le sanzioni americane vanno contro il consenso raggiunto dal leader cinese Xi Jinping e dal presidente Usa Donald Trump durante la visita di Trump in Cina a maggio.

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