Terna: in aprile oltre il 51% della domanda elettrica coperta dalle rinnovabili
Media 2023 ferma al 36%: è un risultato storico, un livello toccato in passato solo una volta nel maggio 2020, quando il crollo della domanda per il lockdown aveva però distorto le statistiche
di Cheo Condina
2' di lettura
I punti chiave
2' di lettura
Record storico per le rinnovabili in Italia che in aprile hanno coperto il fabbisogno di elettricità con una quota del 51,2% (contro il 36% del 2023). Un livello toccato in passato solo una volta, nel maggio 2020, quando tuttavia il crollo della domanda causa lockdown aveva distorto le statistiche energetiche. Quello comunicato il 21 maggio da Terna è invece è un primato “vero”, determinato principalmente da due fattori: la produzione record dell’idroelettrico (praticamente triplicata, per l’esattezza +197,5%, in ragione delle fortissime precipitazioni piovose e nevose degli ultimi mesi) e il nuovo passo in avanti del fotovoltaico (+19,5%), a sua volta favorito dall’aumento della capacità in esercizio.
Nel 2024 installati 2,35 GW
Capacità che, per quanto riguarda tutti gli asset green, nel 2024 è cresciuta di 2,35 GW (+45% rispetto a un anno fa): ci sono tutte le premesse per battere i 5,7 GW del 2023, anche se i target Pniec - circa 10 GW l’anno per rispettare la tabella di marcia al 2030 - sono ancora distanti. Sempre per quanto riguarda le rinnovabili, in aprile, si registra la diminuzione della fonte geotermica (-0,9%) ed eolica (-3,4%). Per i fossili soffre invece ancora il termico (-16,6%), a riprova delle grosse difficoltà che stanno incontrando le centrali a gas di meno recente costruzione, e dunque meno flessibili.
Crescita della domanda
Il balzo delle rinnovabili - altra buona notizia - è stato accompagnato anche da un aumento della domanda, cresciuta in aprile dell’1,1%. Inoltre, se si guarda la semplice produzione di elettricità in Italia, al netto dunque delle importazioni (che hanno soddisfatto il 14,6% del fabbisogno), le fonti green hanno pesato per quasi 60% (nel maggio 2020, a riprova di quanto fosse un dato viziato dal lockdown, questo valore era solo del 53%), portando il valore cumulato del 2024 a ridosso del 50%.
L’anno scorso il nostro Paese aveva chiuso con il 43,8%, ma è evidente che - con la stagione estiva alle porte - ci sono le premesse per raggiungere Germania e Spagna, che nel 2023 avevano registrato oltre il 50% di produzione elettrica green soprattutto grazie a una stagione record dell’eolico (in particolare del Mare del Nord).
Trimestrali in crescita per gli operatori
L’altra faccia della medaglia, più industriale e finanziaria, del risultato storico registrato dalle rinnovabili in Italia ad aprile è rappresentata dalle trimestrali in forte crescita dei grandi gruppi energetici italiani, sempre più focalizzati sulla generazione green. Un trend ancora più forte per big idroelettrici come Enel, A2A ed Edison. Proprio il gruppo controllato dai Comuni di Milano e di Brescia, nel primo trimestre, aveva registrato “in piccolo” quanto avvenuto su scala nazionale ad aprile, con la produzione da rinnovabili che aveva compiuto uno storico sorpasso sul fossile.
-k53--1440x752@IlSole24Ore-Web.jpeg?r=650x341)


