Terlano investe 20 milioni nella nuova cantina green e digital
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di Silvia Pieraccini
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Ha alle spalle una storia vinicola lunga 130 anni, che vuol preservare e valorizzare ma con lo sguardo (e l’azione) rivolto al futuro: «Lavoriamo con la natura e cerchiamo di rispettarla, inserendo nuove tecnologie e evolvendoci», spiega Georg Eyrl, presidente di Terlano, la più antica cooperativa vinicola dell’Alto Adige, riferimento internazionale per i vini bianchi di qualità, che dal 2009 si è fusa con Andriano, altra coop vinicola della zona.
Nasce da questa filosofia il progetto della nuova cantina digital e green, nella quale Terlano sta investendo quasi 20 milioni di euro per ampliare l’area della prima vinificazione, che accoglie le uve conferite dai 230 soci (con 300 ettari di vigneti), e per migliorare il processo produttivo. «Il nostro primo obiettivo non è tanto aumentare la produzione – spiega il presidente - ma renderla più efficiente, realizzando una struttura nella quale i flussi di lavoro sono più semplici e meglio organizzati, grazie alla discesa delle uve dall’alto per sfruttare la forza di gravità e alla digitalizzazione. Abbiamo investito in nuove vasche, nuovi macchinari per la pigiatura, nuove presse e nuovi spazi per le botti d’acciaio». Già nel 2008 Terlano aveva allargato la cantina per inserire botti di legno e potenziare l’area imbottigliamento/logistica.
«Ora con questi lavori amplieremo di circa il 20% la cantina attuale, con l’obiettivo, anzi il dovere, di essere pronti per la vendemmia 2025», sottolinea il presidente. La struttura avrà tecnologie green, dai pannelli fotovoltaici sul tetto al riciclo delle acque utilizzate nella produzione; sarà riscaldata dall’impianto a biomasse del Comune (a cui è già allacciata); e sarà in parte ricoperta di verde.
La nuova organizzazione avrà effetti anche sul prodotto: «Faremo un ulteriore passo in direzione della qualità – aggiunge Eyrl – perché siamo convinti che su questo fronte, anche quando crediamo di essere arrivati al traguardo, sia sempre possibile fare meglio. La qualità è sempre stata il nostro primo obiettivo, e continueremo a fare vini al di là delle nuove tendenze del gusto. Sono convinto che, se sai fare qualcosa di buono, devi concentrarti su quello che sai fare bene e cercare di evolvere; questo vale soprattutto se fai vini che durano nel tempo, come nel nostro caso». Sul mercato è appena uscita l’annata 2021 (la decima) di Terlaner Primo Grande Cuvée, il vino più prezioso della gamma aziendale, massima espressione di questa terra di origine vulcanica nel Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon Blanc. «Il territorio ha caratteristiche tali da garantire vini di tenuta e complessità – spiega Klaus Gasser, direttore commerciale di Cantina Terlano – e questo ci ha portato a creare un grande bianco italiano, dallo straordinario potenziale evolutivo».
Cantina Terlano ha archiviato il 2023 (il bilancio chiude a fine agosto) con 26 milioni di fatturato e circa 2,5 milioni di bottiglie vendute, per il 40% all’export: il primo mercato oltreconfine è la Germania, che in questo momento accusa un rallentamento.


