Crisi Cina-Ue

Tensioni commerciali e politiche, Pechino sospende due incontri con Bruxelles

La Cina blocca due incontri diplomatici con l’Unione europea per contrastare le misure Ue contro l’aumento delle esportazioni cinesi, mentre Bruxelles intensifica strategie di diversificazione e controllo

di Rita Fatiguso

La bandiera nazionale Cinese sventola davanti a un distretto commerciale a Pechino REUTERS

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Europa e Cina sempre più divise dalle dinamiche economiche bilaterali squilibrate. Pechino muove in anticipo su possibili contromisure di Bruxelles legate all’aumento delle esportazioni cinesi annullando, a sorpresa, due importanti incontri diplomatici con l’Unione europea in calendario a giugno.

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La crisi diplomatica

Bruxelles ha dichiarato che le riunioni annullate - una discussione a livello ministeriale, una sulle questioni digitali e un’altra che avrebbe coinvolto il vicesegretario generale del servizio diplomatico della UE, Olof Skoog -. sono in fase di riprogrammazione.

Di fatto la Cina ha lanciato una campagna strisciante per dissuadere Bruxelles dall’adottare nuove misure per frenare le esportazioni cinesi cresciute del 16,4% tra gennaio e maggio rispetto all’anno scorso, con i media statali che hanno paventato lo spettro di una “guerra commerciale”.

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Entrambi i blocchi hanno cercato di mantenere un dialogo per gestire le differenze, evidenziate da vertici bilaterali in corso e scambi di think tank cercando di prevenire l’escalation in uno scontro diretto.

La cancellazione degli incontri tuttavia rientra tra le pratiche spesso utilizzate per segnalare insoddisfazione nei confronti delle politiche messe in atto da una delle parti.

 

Le dinamiche bilaterali

Cina e Unione europea sono allo stesso tempo partner economici vitali, concorrenti economici diretti e rivali sistemici. Insieme rappresentano oltre un terzo del Pil globale e quasi il 30% del commercio mondiale, rimanendo profondamente intrecciate nonostante le continue frizioni geopolitiche.

La Cina è il terzo partner commerciale più grande della Ue, con un commercio bilaterale di beni e servizi che supera gli 845 miliardi di euro.

Bruxelles tuttavia è diventata sempre più difensiva contro i sussidi statali cinesi e la overcapacity industriale, specie in settori come i veicoli elettrici (EV), le turbine eoliche e le tecnologie solari. Per questa ragione sta attivamente perseguendo una strategia di “de-risking”, concentrandosi sulla diversificazione delle catene di approvvigionamento, sulla riduzione delle vulnerabilità nei settori strategici e sul rafforzamento del Critical Raw Materials Act.

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Gli elementi in comune

Sia la Ue che la Cina condividono un interesse comune, quello per la transizione verde. La cooperazione continua riguarda i sistemi di scambio delle emissioni, la gestione dell’acqua e la transizione verso un’economia circolare. Il Summit bilaterale dell’anno scorso a Pechino ha portato a questa novità mentre i due blocchi rimanevano divisi dalla geopolitica e dalla rivalità sistemica.

La Ue mantiene pressioni su Pechino riguardo al suo rapporto con la Russia, monitorando e agendo da vicino su eventuali entità cinesi e linee di approvvigionamento che stiano aiutando lo sforzo bellico russo in Ucraina.

Bruxelles è attenta alla sicurezza della catena di approvvigionamento: l’accesso alle terre rare e la restrizione delle esportazioni di materie prime critiche restano com’e’ noto punti chiave di contesa e manovre strategiche da entrambe le parti.

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