Parlamento Ue

Tensioni nel blocco centrista europeo: stop al negoziato sulla sostenibilità delle imprese

Il Parlamento europeo respinge il mandato negoziale, evidenziando divisioni interne. Il futuro dei pacchetti di semplificazione normativa è incerto

Dal nostro corrispondente Beda Romano

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen interviene durante un dibattito sulla preparazione della riunione del Consiglio europeo, al Parlamento europeo di Strasburgo, nella Francia orientale, il 22 ottobre 2025. (Foto di FREDERICK FLORIN / AFP)

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

BRUXELLES – Si moltiplicano i segnali di tensione nel blocco centrista che sostiene la Commissione europea. L’ultima indicazione è giunta mercoledì quando il Parlamento europeo a voto segreto ha bocciato il mandato con cui Strasburgo avrebbe dovuto negoziare un accordo con il Consiglio sulla revisione di due direttive relative alla sostenibilità sociale ed ambientale delle imprese. Il rischio è che in futuro altri pacchetti-semplificazione possano essere causa di simili spaccature politiche.

Oggetto del dibattito mercoledì era il pacchetto legislativo proposto dalla Commissione europea all’inizio dell’anno e rivolto a una semplificazione di due testi noti con gli acronimi inglesi CSDDD e CSRD. La commissione affari giuridici aveva messo a punto un mandato negoziale, poi bocciato in plenaria con 318 no, 309 sì e 34 astensioni. Come detto, il voto era segreto, ma è successivamente emerso che la maggioranza è stata ottenuta grazie ai voti di deputati popolari, nazionalisti e anche socialisti.

Loading...

Secondo quanto raccolto in ambienti parlamentari, 31 deputati socialisti hanno avvertito martedì sera che si sarebbero opposti al mandato negoziale, tradendo l’intesa raggiunta dal blocco centrista, composto da popolari, socialisti e liberali. La scelta ha spostato l’ago della bilancia, portando alla bocciatura del testo. Ha commentato oggi, giovedì 23 ottobre, la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola: «Tra i deputati c’è chi voleva un mandato più incisivo e chi lo voleva meno incisivo».

La vicenda mette in mostra le tensioni nel blocco centrista. Non è la prima volta che ciò accade. In passato situazioni simili sono emerse nei settori del bilancio o dell’immigrazione. In questo caso, tuttavia, la scelta di alcuni socialisti è significativa perché riflette un tradimento dell’intesa politica raggiunta a livello di gruppo parlamentare. A questo punto, il testo del mandato verrà votato in aula, emendamento per emendamento. L’esito finale è molto incerto.

Oggi, in una conferenza stampa, la presidente Metsola si è voluta rassicurante: «Il Parlamento è pienamente impegnato nell’agenda dedicata alla semplificazione normativa. Intende rispettare il suo compito. Non abbiamo tempo da perdere (…) Molti leader nazionali con cui ho parlato riconoscono di avere un ruolo preciso nel rimettere in riga i deputati che appartengono alla loro maggioranza di governo, anche perché abbiamo dinanzi proposte legislative molto delicate».

Il timore è che tensioni nella maggioranza possano ripetersi su altri pacchetti di semplificazione normativa. Dopotutto, molti deputati sono chiamati nell’approvare queste iniziative a rimangiarsi la parola data appena qualche anno fa. «Prevale la sindrome Wolters», spiega un funzionario parlamentare, dal nome di Lara Wolters, eurodeputata socialista olandese che si è dimessa nei giorni scorsi da relatrice del testo CSDDD-CSRD per via dei troppi compromessi chiamata ad accettare.

La Commissione europea ha già presentato numerose proposte di semplificazione, attualmente oggetto di discussioni al Consiglio e al Parlamento. Lo stesso esecutivo comunitario ha illustrato questa settimana il suo programma di lavoro per il 2026, nel quale sono state incluse altre iniziative simili. La semplificazione normativa è un cavallo di battaglia di molti paesi europei, messi sotto pressione dal mondo imprenditoriale che chiede meno regole e meno oneri.

A margine del vertice europeo di oggi qui a Bruxelles, il cancelliere tedesco Friedrich Merz è stato alquanto duro: «La decisione del Parlamento europeo è inaccettabile (…) è un errore fatale, e deve essere corretto. Ora dobbiamo discutere nuovamente con i gruppi politici del Parlamento europeo su come si possa fare, ma le cose non possono continuare così. Ciò che serve ora è una decisione davvero rapida nell’Unione europea in merito alla competitività dell’industria europea».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti