Altri quindici giorni. Si va ai tempi supplementari nella trattativa per raggiungere un possibile accordo e unire in matrimonio i due player delle torri televisive in Italia: Rai Way ed Ei Towers.
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La partita delle torri televisive si salva sul filo di lana, ma il traguardo resta lontano. Quando ormai lo scenario prevalente sembrava quello di un mancato accordo e della fine del memorandum, Rai, F2i e Mfe hanno trovato in extremis, poco prima della scadenza alla mezzanotte di ieri, un punto di intesa per concedersi altri quindici giorni di tempo e continuare a trattare sull’integrazione fra Rai Way ed Ei Towers.
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La formula utilizzata è quella del rinnovo del memorandum of understanding del 19 dicembre 2024, come già prorogato il 26 settembre 2025 e successivamente il 31 marzo 2026. «L’accordo - si legge in una nota - prevede la proroga fino al 30 giugno 2026 dei termini previsti dal Memorandum, al fine di consentire il completamento delle attività previste e di proseguire il confronto tra le Parti».
Non è una svolta. E neppure una fumata bianca. Piuttosto appare, almeno al momento, una tregua negoziale che evita, almeno per ora, che uno dei dossier più rilevanti del settore delle infrastrutture media italiane finisca nel cassetto.
La situazione resta infatti molto fluida e nessuno, al momento, è in grado di indicare quale sarà l’esito finale della partita. Il rinvio certifica due elementi apparentemente contraddittori: da un lato la volontà delle parti di non interrompere il dialogo, dall’altro la persistenza di distanze significative che non sono ancora state superate.
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Sul tavolo c’è la possibile integrazione fra Rai Way, controllata dalla Rai al 65% e quotata a Piazza Affari, ed Ei Towers, partecipata da F2i al 60% e da Mfe al 40%, con l’obiettivo di dare vita a un campione nazionale delle infrastrutture broadcast da circa 4.700 siti e oltre mezzo miliardo di ricavi. Un gruppo destinato a restare in Borsa, con la Rai al 50,1% dei diritti di voto e la responsabilità della guida manageriale.
Secondo diverse ricostruzioni, F2i sarebbe rimasta il soggetto più determinato a portare avanti l’operazione, considerata strategica sul piano industriale e infrastrutturale. Più complessa, invece, si sarebbe rivelata la ricerca di un punto di equilibrio sull’asse Rai-Mfe, dove alcuni nodi continuano a pesare sul negoziato.
Sul piano industriale qualche passo avanti sarebbe comunque stato compiuto. Fra questi l’allineamento al 2037 dei contratti di servizio di Rai e Mediaset. Restano però differenze importanti nelle strutture finanziarie delle due società, a partire da un indebitamento più elevato in capo a Ei Towers e da contratti di servizio di entità molto diversa, con la Rai che sostiene esborsi annuali superiori rispetto a Mediaset.
I prossimi quindici giorni serviranno dunque a capire se il negoziato potrà finalmente approdare a un’intesa oppure se il rinvio rappresenterà soltanto un’ultima occasione prima di un definitivo raffreddamento del dossier.
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