In fiera

Tefaf, il mercato riparte dagli antichi maestri

Nei primi giorni i collezionisti fanno acquisti, la scelta ricade sui i nomi più noti e su qualche scoperta

di Marilena Pirrelli

“Man with a Plumed Red Beret” 1654, di Willem Drost, olio su tela 102,9 × 92,1 cm, da Agnews Gallery

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A Maastricht dal 14 al 19 marzo 276 gallerie di Tefaf, proveniente da tutto il mondo, hanno presentato molte opere e oggi possiamo già annunciare alcune vendite. La fiera, dove il collezionismo globale trova i suoi tesori, dedica una particolare attenzione ai grandi maestri e alle opere d’arte di alto valore. Nonostante il contesto globale difficile, i resoconti dei giorni di preview riservate ai collezionisti - i visitatori sono aumentati di oltre il 5% - indicano un mercato vivace ai livelli più alti, con le gallerie che confermano acquisizioni significative in diverse categorie nei primi due giorni della fiera.
La rappresentanza museale e istituzionale è cresciuta di oltre il 10%, con 450 istituzioni rappresentate da direttori, curatori e gruppi di patroni. Questo slancio iniziale sottolinea il permanere della fiducia dei collezionisti e istituzioni nelle opere di qualità: «Quello che stiamo osservando a Maastricht questa settimana – dichiara Boris Vervoordt a nome del Comitato Esecutivo di Tefaf - ci dice che l’appetito per le grandi opere d’arte continua a crescere. Gli espositori hanno radunato una concentrazione straordinaria di qualità e rigore scientifico, e i collezionisti hanno risposto immediatamente. Le acquisizioni avvenute sin dalle prime ore di apertura confermano che, anche in tempi incerti, i collezionisti restano profondamente impegnati nell’acquisizione di opere veramente eccezionali».

Soddisfatti anche i galleristi italiani. «La riforma Iva sta aiutando con il regime ordinario agevolato al 5% aiuta tutti i settori dell’arte e gli antiquari, oggi non ha più senso lavorare col margine. Questo ci rende competitivi in Europa» commenta Sirio Ortolani, presidente di Angamc, in apertura di Tefaf.
«Siamo fiduciosi - conferma anche Alessandra Di Castro, presidente del gruppo Apollo -, la circolazione migliora e la soglia salita a 50mila da 13.500 è un passo in avanti. Nel mondo ideale la direzione dovrebbe essere quella della Francia con la sua soglia di valore di 300 mila euro su dipinti o quella europea da 150 mila. Ma ora bisogna lavorare all’art bonus coinvolgendo i mecenati per concedere a chi rende fruibile l’arte al pubblico benefici fiscali». A Tefaf nel cuore dei Paesi Bassi la riduzione dell’Iva ha reso i mercanti italiani estremamente competitivi e, forse anche un po’ invidiati dagli altri paesi europei. In Italia il lavoro delle gallerie è lento, «qui invece, la concorrenza della scena internazionale rende tutto più frizzante. Non so, forse c’è più pressione, c’è più urgenza, indubbiamente qui c’è un’atmosfera, un clima che è molto più stimolante» spiga la gallerista romana. Le gallerie italiane, tradizionalmente tra le più rappresentate nel settore dell’arte storica e dell’antiquariato, quest’anno sono 21, quasi il 10% sul totale degli espositori.

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Diego Velázquez Ritratto di Don Sebastián García de Huerta c. 1628-1629 Olio su tela

Le vendite, caccia agli old master

Agnews Galery ha venduto l’«Uomo con cappello rosso piumato» di Willem Drost (1654) alla Leiden Collection di Thoams S. Kaplan. Riservato il trittico di Adriaen Isenbrandt, in attesa di compratore il «Salvator Mundi» dei de Ganay. Grande intensità caratterizza Artemisia Gentileschi (ben quattro opere in fiera) con «Autoritratto dell’artista come Cleopatra», esposto da Jean-François Heim. Dipinto intorno al 1620, il quadro mostra l’artista nei panni della celebre regina egizia. da Colnaghi grande attenzione per il dipinto di Diego Velázquez «Ritratto di Don Sebastián García de Huerta» offerto a 7 milioni di euro, che dovrà però restare in territorio spagnolo. Realizzata tra il 1628 e il 1629, l’opera raffigura un importante ecclesiastico e giurista della Castiglia, la cui carriera lo portò a diventare segretario del re Filippo IV.

Artemisia Gentileschi Autoritratto dell’artista come Cleopatra Circa 1620 Olio su tela 114 × 75 cm

Ha ricevuto molto interesse così come l’altra opera barocca «Ercole gladiatore», 1599 (olio su tavola, 65.5 × 54.4) di Peter Paul Rubens, presentata da Salomon Lilian. Il dipinto raffigura l’imperatore romano Commodo mentre si identifica con l’eroe Ercole, indossando la pelle del leone e brandendo una lancia, l’imperatore si staglia come una figura potente e teatrale, inserita in un ovale illusionistico di marmo. Si sono distinte le vendite da parte delll’americana Gallery 19C al Van Gogh Museum che ha acquistato “L’homme est en mer” (1887–1889) dell’artista francese Virginie Demont-Breton per un prezzo stimato tra 500.000 e 1.000.000 di euro . Van Gogh conosceva la composizione atraverso una stampa e ne realizzò una copia dipinta nel 1889, per questo il dipinto monumentale è un arricchimento della collezione del museo e rappresenta la prima opera di Demont-Breton a entrare in una collezione pubblica olandese. Mentre dalla Spagna Colnaghi ha venduto quattro importanti opere: “Ritratto di gentiluomo” di Tintoretto a una collezione privata americana; “Ritratto di Isabella Runi con dama di compagnia” di Lavinia Fontana a una collezione privata asiatica; “Studio della testa di un ebreo” di Julius Hübner a una collezione americana; e “Ritratto di un monaco carmelitano” di Alonso Cano a una collezione privata europea.

Peter Paul Rubens Ercole gladiatore 1599 Olio su tavola 65.5 × 54.4 cm

La galleria italiana Caretto & Occhinegro ha venduto il suo pezzo forte “The Pentecost” di a una collezione privata, così come “The Capture of Christ” di con un prezzo richiesto intorno a 250.000 euro. I galleristi romani Antonacci Lapiccirella Fine Art hanno riportato vendite consistenti, tra cui due dipinti di Gustaf Fjaestad, parte del focus “Swedish Lights”, acquisiti rispettivamente da una grande collezione europea e da una fondazione canadese, entrambi per cifre a sei zeri. L’olandese Bijl-Van Urk Masterpaintings ha venduto diverse opere nei giorni di apertura, con prezzi tra 100.000 e 1 milione di euro, tra cui “A Banquet Still Life” di Willem Claesz e “Small Ships in Heavy Weather” di Jan Porcellis alla Kremer Collection. Ancora dalla madrilena Caylus ha ceduto ad alcune istituzioni museali “ Gypsy in Blue” di Isidro Nonell e “Apparition of the Madonna and Child” di Mateo Cerzo. Altre vendite includono il “Crucifix” di Josefa Sánchez offerto a 65.000 euro, “A view of the “Delicias Cubanas” of the count of Yumuri“ di Luis Antonio Fenech per 65.000-45.000 euro. La galleria americana Christopher Bishop Fine Art ha dichiarato un’apertura vivace con la vendita della collezione “Fashion Illustrations ca. 1960/61” di Pierre Balmain per Bergdorf Goodman e il “Ritratto di Guillaume Guillon-Lethière” di Marie Mélanie d’Hervilly Gohier Hahnemann. 

La spagnola Galeria Bernat ha venduto “Crucifixion” di Benito Arnaldin a un collezionista privato e Altre acquisizioni importanti includono uno schizzo a olio dell’artista svizzero J.J. Frey a un museo Usa e “Glacier” del 1896 di Morbelli venduto a un collezionista europeo. Due ulteriori opere sono in valutazione da parte di musei americani e francesi.

Ancora l’italiana Berardi Galleria d’Arte ha venduto 10 opere con ulteriori trattative in corso. Tra le opere vendute vi erano “Bronze Panther” di Sirio Tofanari, acquisito da un nuovo collezionista internazionale, e la scultura “Boxer Jack Johnson” di Nillo Beltrami, venduta a un museo europeo.

Tra le proposte dedicate alla pittura tra Cinquecento e Seicento figura quella di Altomani & Sons, che presenta una Conversione di san Paolo di Antonio Tempesta (Firenze, 1555 – Roma, 1630). L’opera, realizzata su alabastro e databile alla piena maturità dell’artista, è offerta al prezzo di 95.000 euro. Una delle proposte più rilevanti nel campo della pittura italiana del Seicento è presentata dalla galleria Fondantico di Tiziana Sassoli, che espone un piccolo dipinto su tavola raffigurante la Fuga in Egitto attribuito al Guercino. L’opera, passata in asta nel 2024 e finora ad allora sconosciuta agli studi, è proposta al prezzo di 500.000 euro, accompagnata da uno studio di Daniele Benati.

Trinity Fine Art ha portato di Orazio Gentileschi «The Penitent St Jerome», 1610, olio su tela, 127 x 112 cm., opera riservata sin dall’inizio della fiera. Seduto in uno spazio arido, simile a una grotta, con il torace parzialmente scoperto e lo sguardo rivolto verso l’alto, San Girolamo è rappresentato come un penitente che riflette sulla mortalità e sulla vanità delle preoccupazioni terrene. In maniera eccezionale, il modello — il pellegrino settantaduenne Giovanni Pietro Molli — documentò la propria esperienza, offrendo un raro sguardo sul metodo dell’artista e sulla pratica del “dipingere dal naturale” nella Roma dei primi anni del XVII secolo. Mentre Robilant + Voena ha presentato un “Sansone e Dalila” di Luca Giordano (Napoli, 1634 – 1705), una grande tela realizzata intorno agli anni Cinquanta del Seicento. Il dipinto, offerto con una richiesta compresa tra circa 300.000 e 350.000 euro, appartiene a una fase in cui il pittore napoletano guarda con particolare attenzione alla pittura veneziana, in particolare a Tiziano e Tintoretto.

Orazio Gentileschi The Penitent St Jerome 1610 Olio su tela 127 x 112 cm

Per le antichità

Si sa che molti collezionisti vengono a Tefaf per pezzi antichi:: la tedesca Dr. Jörn Günther Rare Books ha registrato la vendita di diversi manoscritti eccezionali, tra cui il più importante, il “Liechtenstein Tacuinum Sanitatis”, venduto per 5 milioni di franchi svizzeri. L’inglese Stuart Lochhead Sculpture ha venduto il “Nero’s Vase”, realizzato nel I secolo d.C., parte della residenza imperiale Domus Transitoria, acquisito da un museo statunitense per circa 1,8 milioni sterline.

L’inglese Charles Ede ha venduto oltre 20 oggetti antichi nei giorni di preview, con prezzi tra 1.500 euro e cifre a sei zeri. Una vendita importante è stata quella di frammenti di sarcofago di Nereidi, datati c.190-200 d.C., acquisiti da Thomas Coke, primo Conte di Leicester, durante il suo Grand Tour a Roma nel 1716 ed esposti a Holkham Hall fino all’acquisizione da parte della galleria. David Aaron ha riportato diverse vendite, tra cui la Stele of Medeia, con prezzo richiesto di £450.000 a un’importante istituzione e la svizzera di Plektron Fine Arts AG ha effettuato diverse vendite, tra le prime figura The Memnon Amphora, il più raffinato lavoro superstite del Memnon Group, con iscrizioni in alfabeto ionico, venduto per una cifra a sei zeri a un’istituzione privata europea nei primi cinque minuti di apertura della fiera.

Il moderno e contemporaneo

L’olandese Booij-Arts ha venduto opere ceramiche di Pablo Picasso e René Lalique a collezionisti privati olandesi. GRIMM, per la prima volta espositore in fiera, ha registrato ben 14 vendite di opere di artisti contemporanei realizzate appositamente per la fiera, tra cui Angela Heisch, Michael Raedecker, Caroline Walker e Robert Zandvliet. Con prezzi fino a €200.000, le opere sono destinate sia a collezioni private sia a musei.

Ludorff ha venduto sette opere nel primo giorno, tra cui “Frühling” di Max Pechstein a un collezionista privato (690.000 euro), “7.3.85” di Gerhard Richter a un collezionista privato (350.000 euro) e “Tawny Pink with Blue and Apple Green” di Bridget Riley (250.000 euro).

D Lan Galleries ha riportato sei vendite di arte aborigena nei due giorni di preview, tutte nella fascia di 100.000-250.000 dollari Usa e molte altre gallerie si sono dette soddisfatte di questi primi giorni. 

Vincent Van Gogh Contadina al catino nel giardino 1885 Matita nera, penna, pennello e inchiostri nero e seppia, con matita su carta33 × 26 cm

Ci sono ancora pezzi molto importanti che forse attendono collezionisti come di Vincent Van Gogh “Contadina al catino nel giardino” del 1885, matita su carta proposta daPaul Coulon; da Davide Aaron la Stele di Medeia, greca, attico (375 a.C.-350 a.C. circa) è proposta a 450.000 sterline e da Peter Harrington (STAND 228) la Carta portolana di Rex Tholomeus, seconda metà del XIV secolo, manoscritto a inchiostro e pigmenti su pergamena, 174 × 290 cm rappresenta la più antica mappa completa dell’Europa oggi reperibile e costituisce un punto di riferimento fondamentale nella cartografia della prima Rinascenza. Valore richiesto 7,5 milione di euro. Nelloo stesso stand è offerto per 1 milione il Terzo folio di Shakespeare e ancora la pubblicazione di La Kelmscott Press, rilegata da Sangorski e Sutcliffe de Le poesie di William Shakespeare (1893) sono proposte a 125.000 sterline.

Carta portolana di Rex Tholomeus Seconda metà del XIV secolo Manoscritto a inchiostro e pigmenti su pergamena 174 × 290 cm

Teaf rappresenta un’occasione unica. «Siamo venuti qui a Maastricht senza particolari aspettative perché i mercati in questo momento presentano forte volatilità. Invece, la situazione qui è straordinariamente positiva, c’è interesse, ci sono acquisizioni, operazioni di vendita tra colleghi, musei, curatori, clienti privati» conclude Di Castro. «Forse c’è proprio la necessità di investire il proprio denaro in oggetti, in opere d’arte, in qualcosa che oggi viene percepito come molto solido e affidabile».

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