CREATO PER ALMAVIVA

Tecnologie, convergenza, modelli data-driven: la sicurezza del futuro tra dominio fisico e digitale

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La sicurezza nel XXI secolo non è più soltanto una questione di presidio del territorio. Si misura sempre meno sulla capacità di reagire a un’emergenza e sempre più sull’abilità di prevederla. Si concretizza nella capacità di trasformare le informazioni disponibili in decisioni operative e di generare risposte sempre più rapide in un contesto in cui domini fisici e digitali sono ormai strettamente interconnessi. Non è un cambiamento soltanto tecnologico. È un vero e proprio cambio di paradigma.
L’evoluzione dello scenario geopolitico, la crescente esposizione delle infrastrutture critiche e la diffusione di minacce sempre più ibride stanno modificando profondamente il modo in cui istituzioni e organizzazioni affrontano la tutela degli interessi strategici del Paese. Ai rischi tradizionali si affiancano oggi attacchi informatici, interferenze sulle reti di comunicazione, vulnerabilità delle catene logistiche e fenomeni che richiedono capacità di intervento coordinate tra dominio fisico e digitale. Il fattore decisivo diventa quindi la disponibilità di strumenti per convertire rapidamente i dati in azioni. E si apre una nuova sfida, quella di costruire una consapevolezza situazionale capace di integrare i dati, le competenze e le tecnologie per anticipare i rischi e gestire gli interventi necessari anche nelle situazioni più complesse.

È un cambiamento che interessa tutti i domini strategici (terrestre, marittimo, aereo, spaziale e cybernetico) fra loro ormai sempre più interdipendenti. Sensori intelligenti, radar, piattaforme satellitari, sistemi di comunicazione e applicazioni digitali generano ogni giorno enormi quantità di informazioni, il cui valore risiede nell’opportunità di metterle in relazione, restituendo agli operatori una visione unitaria del contesto. In questo scenario la tecnologia assume un ruolo determinante e interoperabilità, intelligenza artificiale, automazione e analisi avanzata dei dati ridefiniscono il concetto stesso di sicurezza, che diventa sempre più un processo basato sui dati. Non più sistemi isolati, dunque, ma ecosistemi digitali nei quali persone, tecnologie e organizzazioni condividono informazioni in tempo reale, rafforzando resilienza e continuità operativa.
Le stesse strategie europee dedicate alla resilienza e alla protezione delle infrastrutture critiche vanno in questa direzione, e in special modo la “Preparedness Union Strategy” della Commissione europea, che identifica nella cooperazione tra capacità civili e istituzionali, nell’analisi e nella correlazione di grandi volumi di informazioni e nell’impiego di piattaforme digitali avanzate alcuni dei presupposti per rafforzare la capacità dell’Unione di prevenire e gestire crisi sempre più complesse. La resilienza, in questa prospettiva, non si limita più a essere un fattore di risposta alle emergenze, ma si amplia al concetto di saper adattare e mantenere operative le funzioni essenziali anche in condizioni di forte pressione.

Dal dato alla decisione: il valore della consapevolezza situazionale
Tra gli ambiti nei quali questa trasformazione risulta più evidente vi è il dominio marittimo. L’Italia, con oltre ottomila chilometri di sviluppo costiero e una posizione centrale e strategica nel Mediterraneo, deve gestire quotidianamente un sistema articolato di attività che comprende sicurezza della navigazione, gestione delle emergenze, tutela dell’ambiente marino, controllo della pesca, protezione delle infrastrutture portuali e monitoraggio dei flussi commerciali. Funzioni diverse, ma accomunate dalla necessità di disporre di un quadro informativo costantemente aggiornato.
La possibilità di integrare dati provenienti da radar costieri, sistemi di identificazione delle imbarcazioni, sensori, piattaforme cartografiche e reti di comunicazione consente oggi di sviluppare una rappresentazione dinamica dello scenario operativo, migliorando il coordinamento fra le sale operative e la rapidità di valutazione degli eventi e di attivazione degli interventi. Il fine ultimo non è soltanto osservare ciò che accade, ma disporre di strumenti capaci di offrire una rappresentazione dinamica del contesto, facilitando scelte fondate su dati affidabili.
La consapevolezza situazionale rappresenta quindi il punto di incontro tra innovazione tecnologica, capacità operativa e sicurezza. In altre parole, si arriva a trasformare una molteplicità di informazioni in conoscenza condivisa, riducendo i tempi di reazione e aumentando l’efficacia delle attività di monitoraggio del traffico navale e delle operazioni di ricerca e soccorso. È questa la stessa impostazione, del resto, alla base del “ProtectEU”, la nuova strategia europea per la sicurezza interna, che individua nell’innovazione tecnologica, nella protezione delle infrastrutture critiche e nella condivisione delle informazioni tra autorità competenti alcuni dei principali strumenti per rispondere al nuovo panorama delle minacce.

Tecnologie per la sicurezza del dominio marittimo: il modello Almaviva
Questo stesso approccio trova anche applicazione concreta nelle soluzioni sviluppate da Almaviva per il settore Defense & Homeland Security. Con oltre trent’anni di esperienza e oltre 600 professionisti specializzati, il Gruppo ha maturato competenze nella progettazione, integrazione e gestione di piattaforme digitali dedicate ai principali ambiti della sicurezza, contribuendo all’equipaggiamento tecnologico di oltre 400 unità navali e al funzionamento di sistemi che supportano il monitoraggio dell’intero perimetro costiero italiano. La filosofia di Almaviva risponde a un modello di stretta integrazione end-to-end: sistemi di Command & Control, piattaforme di supporto alle decisioni, applicazioni cartografiche, reti di sensori, radar e servizi digitali concorrono alla realizzazione di architetture interoperabili capaci di raccogliere, correlare e rendere disponibili informazioni provenienti da fonti differenti. L’obiettivo è garantire una visione completa del contesto operativo, migliorando tempestività e continuità di servizio.
Tra le esperienze più significative del Gruppo in questo ambito spicca la collaborazione con il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, sviluppata nell’arco di oltre trentacinque anni e accompagnata da un costante percorso di innovazione tecnologica. Almaviva ha contribuito, insieme ad altre realtà industriali italiane, all’evoluzione del Vessel Traffic System (VTS), infrastruttura strategica per il monitoraggio del traffico navale, il coordinamento delle operazioni e la gestione delle emergenze, che concorre alla sicurezza della navigazione e alla salvaguardia della vita umana in mare. Accanto a queste attività, Almaviva ha inoltre supportato la digitalizzazione della filiera ittica attraverso piattaforme interoperabili e sistemi cartografici centralizzati che favoriscono la condivisione delle informazioni e migliorano il coordinamento operativo sul territorio. Un percorso che dimostra come l’innovazione digitale possa incidere concretamente sull’efficienza dei processi e dei servizi e sulla capacità di risposta integrata delle istituzioni.
La collaborazione con la Guardia Costiera, inoltre, continua a rappresentare un terreno di sperimentazione per nuove soluzioni. Tra i progetti in fase di sviluppo figura un ambiente immersivo dedicato alla simulazione della navigazione e delle operazioni di soccorso in mare, il cui scopo è valorizzare attività formative e divulgative attraverso tecnologie avanzate di realtà virtuale. In uno scenario in cui la sicurezza dipende sempre più dalla capacità di integrare dati, competenze e tecnologie, esperienze di lungo periodo come quella sviluppata da Almaviva insieme alla Guardia Costiera confermano come l’innovazione possa nascere anche dalla continuità di relazione e confronto fra istituzioni e industria e come su questo terreno si possa costruire la resilienza dei domini marittimi di domani. Una visione condivisa, implementata anche attraverso la partecipazione di Almaviva, insieme ad altre realtà industriali, alle iniziative istituzionali promosse dalla Guardia Costiera in occasione delle celebrazioni del 160° anniversario della fondazione del Corpo e alla roadmap degli eventi in programma per il 2026.

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