Dazi globali bocciati, ma non scattano i rimborsi automatici
di Antonino Guarino e Benedetto Santacroce
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Seicentottanta velivoli ordinati dalle quattro nazioni partner e dai cinque clienti export (Austria, Arabia Saudita, Oman, Kuwait e Qatar), 603 velivoli consegnati e più di 850mila ore volate. Sono i numeri del Typhoon, il principale progetto europeo di collaborazione industriale nel campo della difesa, gestito dal Consorzio Eurofighter. Quest’ultimo è composto da Regno Unito, Germania, Italia e Spagna e dalle loro aziende leader nel settore di aerospazio e difesa, cioè Bae Systems, Airbus e Leonardo.
«Sin dalla sua nascita - sottolinea Lorenzo Mariani, condirettore generale del colosso italiano - il programma Eurofighter ha svolto un ruolo cruciale nello sviluppo di tecnologie avanzate e nell’impiego di migliaia di professionisti qualificati. Questo ha anche generato significativi ritorni economici nei mercati nazionali coinvolti nel progetto. L’ampio spettro di attività svolte da Leonardo nei settori dell’aeronautica, dell’elettronica, dei sensori e dei sistemi richiede, infatti, un coinvolgimento altamente diversificato, che si traduce in un risultato complessivo altrettanto ampio, con un’importante ricaduta sui nostri programmi di business per la difesa e per il settore civile».
Al programma Eurofighter Typhoon Leonardo partecipa direttamente, con una quota del 21%, nella definizione, progettazione, sviluppo e produzione del velivolo frontiera della tecnologia dell’industria europea. Considerando le quote di responsabilità relative alla costruzione della cellula dell’aereo e quelle relative all’avionica e all’elettronica di bordo, la quota complessiva di Leonardo raggiunge il 36% circa del valore dell’intero programma. L’azienda, peraltro, ha un ruolo significativo nei maggiori programmi di collaborazione internazionale per lo sviluppo dei velivoli da difesa.
In termini occupazionali, il programma impegna circa 100mila persone nelle quattro nazioni partner, di cui 24mila in Italia (tra occupazione diretta, indiretta e indotta). Per il Typhoon lavorano oltre 400 fornitori, 200 dei quali italiani.
A illustrare la continua evoluzione del progetto ci pensano i tecnici di Leonardo che spiegano come una serie di aggiornamenti tecnologici abbiano consentito «alla macchina di aumentare notevolmente il ventaglio di missioni e, soprattutto, di rafforzare la propria efficacia nel contrastare le minacce attuali e future. Grazie al progressivo aggiornamento, in linea con i futuri ambienti digitali, alle tecnologie produttive e alle tecniche di sviluppo emergenti, nonché alle attività operative, caratterizzate da sempre maggiori esigenze, il velivolo è destinato a garantire autonomia strategica ai suoi utilizzatori almeno fino al 2060».