Solo i giganti esportano più dell’Italia
di Marco Fortis
di Silvia Pieraccini
4' di lettura
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Fabrizio Di Amato, presidente e azionista di riferimento del gruppo ingegneristico e tecnologico Maire Tecnimont (2,86 miliardi di euro di fatturato consolidato 2021 con 173,7 milioni di margine operativo lordo e 80,5 milioni di utile netto) lo chiama “uovo di Colombo”. Si tratta della tecnologia, sviluppata dalla controllata NextChem nata nel 2018 e attiva nella chimica verde, che permette di trasformare i rifiuti urbani e industriali non riciclabili meccanicamente, dunque scarti del trattamento come plasmix e css, attraverso un processo che non prevede combustione e che abbatte le emissioni di anidride carbonica in atmosfera: una conversione chimica che produce gas di sintesi in grado di sostituire il metano, e serve per fare prodotti come etanolo, metanolo o idrogeno.
È questa tecnologia che NextChem ha proposto di applicare in varie regioni italiane, tra cui la Toscana bisognosa di impianti per “chiudere” il ciclo dei rifiuti e attuare l’attesa transizione ecologica.
Presidente Di Amato, a che punto è l'Italia nella transizione ecologica?
Penso che ogni Paese debba cavalcare la transizione green valorizzando le proprie caratteristiche distintive: l’Italia è la più brava in Europa sull’economia circolare, e noi di Maire Tecnimont – che siamo abilitatori - stiamo lavorando proprio in questa direzione, sfruttando le competenze ingegneristiche e tecniche che abbiamo, e che sono uniche: chi meglio di noi può studiare come fare prodotti riducendo drasticamente la CO2, visto che negli ultimi dieci anni ci siamo interrogati su questo? A Brescia per esempio abbiamo realizzato il primo impianto alimentato da plastiche di scarto post-consumo, che fa prodotti riciclati venduti sul mercato. In dieci regioni d’Italia stiamo facendo studi di fattibilità con operatori locali per realizzare impianti con una tecnologia innovativa che “chiude” il ciclo dei rifiuti attraverso la conversione chimica, e che è l’uovo di Colombo.
Perché la ritiene l’uovo di Colombo?