Tecnologia: il “Buy European” è possibile
di Giacomo Chiorino*
3' di lettura
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Il piano “Made in Europe” dell’UE, in rampa di lancio in questi mesi, punta a una vera e propria ricostruzione della sovranità della manifattura europea, fiore all’occhiello della nostra economia e impatta su aziende produttrici di beni e di servizi.
Un’ottima idea. Cosa possiamo fare invece noi consumatori per aiutare l’Europa a diventare più forte e indipendente e per farla uscire da questa scomodissima posizione di “cuscinetto” fra la sempre meno affidabile America e la sempre più forte Asia?
La nostra tesi è che lato consumi sia spesso una questione di abitudine quella che ci mantiene ancorati a fornitori non europei, di scomodità e di tempo necessario per cambiare. Non una questione di qualità del prodotto.
Abbiamo fatto una lunga analisi sul campo allo scopo di mostrare come il “Buy European” sia applicabile a molti settori e ve lo mostriamo per una delle aree più “difficili” e cioè quella legata alla tecnologia, settore dominato da altri paesi e dove l’Europa offre, apparentemente, poco.
Pensiamo che il ragionare a medio termine su cosa voglia dire avvalersi di un’azienda europea, specie nello scenario geopolitico attuale, abbia molto senso. Cosa succederebbe alla vostra vita se Alphabet decidesse di staccare la spina al vostro account e alla vostra Gmail? Per decisione propria o imposta da qualcuno. Quali problemi dovreste affrontare? Quante informazioni perdereste? Quanti servizi a cui accedete andrebbero risettati?







