«Tecnica e lavoro hanno senso solo se aiutano ad esplorare qualcosa di nuovo»
Celebre per la sua esuberanza pop, Lang Lang è la star mondiale del pianoforte che sorprende anche in questa autobiografia in note, capace di intrecciare Chopin, Pavarotti e gli inseguimenti a cartoni animati di Tom & Jerry
di Paolo Briscese
4' di lettura
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È tra le cento persone più influenti del pianeta e gode di una considerazione da rock star internazionale. Arriva da Shenyang, nella Cina nord-orientale ed è cresciuto suonando opere di compositori tedeschi, polacchi, italiani. Musicista classico con animo pop, ama sconvolgere i codici e reinventare la tradizione. A 38 anni, il pianista Lang Lang dice che «suonare di per sé è niente. La tecnica e le ore di lavoro hanno un significato solo se permettono di esplorare qualcosa di nuovo». Il suo talento va oltre il mondo della musica classica e si fonde con ogni ritmo: celebri i suoi duetti con i Metallica, con Pharrell Williams, con il jazzista Herbie Hancock o con il tenore Plácido Domingo. Se la versatilità è la sua cifra, l'unica costante della sua carriera è l'imprevedibilità, fatta di commistioni di generi e improvvisazioni inedite. Brand ambassador di Hublot, dal 2004 è ambasciatore Unicef e nel 2007 ha creato la Lang Lang Music Foundation, per aiutare giovani pianisti prodigio in tutto il mondo. L'artista si racconta a IL attraverso le note e i ricordi musicali che hanno accompagnato i momenti più importanti della sua vita.
La prima musica che ricorda della sua infanzia...
Rapsodia Ungherese n.2 di Franz Liszt. Quando ho sentito questo pezzo per la prima volta, ero molto piccolo e stavo guardando il mio cartone animato preferito: Tom & Jerry. Il gatto stava eseguendo proprio la Rapsodia Ungherese di Liszt e immediatamente avrei voluto essere come lui. Mi sono divertito così tanto a guardare suonare questo pezzo da esserne ispirato... Posso dire che è proprio grazie a quel cartone animato che mi sono avvicinato al pianoforte.
Qual è la canzone che ha segnato la sua adolescenza?
Piano Concerto n.2 di Fryderyk Chopin. Ho eseguito questo concerto quando ho partecipato al concorso Čajkovskij in Giappone, nel 1995. Chopin scrisse il secondo movimento ispirato dall'amore per la sua compagna di classe, Konstancja Gladkowska. Mentre suonavo, nella mia mente affiorava il ricordo di mia madre, da cui mi sono separato per trasferirmi a Pechino insieme a mio padre, mentre lei è rimasta a Shenyang per lavorare e mantenere la famiglia. È in quel momento che ho capito che la musica è il modo migliore per esprimere l'amore che si prova e i sentimenti indescrivibili a parole.
Il mio primo amore?
È la prima persona che ho ammirato nella mia vita, il protagonista di un classico romanzo cinese. Sun Wukong è il personaggio più famoso de Il viaggio in Occidente. È intelligente, coraggioso e leale: in poche parole, il supereroe che ha ispirato la mia infanzia.
L’emozione del suo primo concerto...
Non ci sono parole per descriverla, ero così entusiasta di poter utilizzare la musica come “voce” e trasmettere gioia attraverso le mie dita! Il primo concerto è stato anche la mia prima competizione: avevo cinque anni e mi sono esibito nella mia città natale, Shenyang, davanti a ottocento persone. Ero emozionatissimo, ma appena ho sfiorato il pianoforte, la tensione è sparita, lasciando posto alla magia e al senso di calore che mi arrivava dal pubblico. Vivo tutto questo ancora oggi, a ogni concerto.







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