Taxi a chiamata libera e anche tramite app
Il numero unico comunale non può avere l’esclusiva e occorre chiarezza sui prezzi
di Maurizio Caprino
3' di lettura
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Non basta che il Comune istituisca un numero telefonico unico per gestire le chiamate ai taxi: occorre prevedere anche modalità alternative in linea con l’evoluzione tecnologica, come le app. Nelle località turistiche, poi, il tariffario va anche tradotto in inglese, pubblicato sul sito web del Comune ed esposto nei luoghi più frequentati. In mancanza di una riforma del trasporto pubblico locale non di linea, è l’Art (Autorità di regolazione dei trasporti) a dare qualche linea d’indirizzo per favorire concorrenza e trasparenza su un mercato che vede sempre accesi contrasti fra chi esercita servizio taxi e chi invece fa noleggio con conducente (Ncc).
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Le linee d’indirizzo sono contenute in due tra i più recenti pareri dell’Art. Il primo è il 6/2019, datato 19 giugno e reso al Comune di Bardolino (Verona). Il secondo è il 9/2019 del 31 luglio, che riguarda il Comune di Alassio (Savona).
La riforma mancata
Il paletto più rilevante riguarda le nuove tecnologie. Quelle che avrebbero dovuto caratterizzare la riforma del settore, su cui si era iniziato a discutere il 22 febbraio 2017, subito dopo l’ultimo sciopero massiccio dei tassisti, sfociato in disordini di piazza a Roma e in una riunione-fiume tra i rappresentanti della categoria e l’allora ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio. Alcuni giorni dopo, il ministero invio alle organizzazioni sindacali una bozza di regolamento per cercare una sintesi tra le ragioni dei tassisti e quelle degli Ncc, la cui difficoltosa convivenza nelle grandi città era alla base dello sciopero. Nella bozza c’erano anche le tecnologie, per migliorare il servizio.
Da allora sono trascorsi due anni e mezzo, si sono succeduti due ministri ed è stata anche approvata la legge sulla concorrenza. Ma di una nuova regolamentazione organica del trasporto pubblico non di linea non c’è traccia. L’unica novità è stata l’entrata in vigore (il 15 maggio scorso) del nuovi vincoli per gli Ncc (dopo un decennio di proroghe che ne aveva reso l’operatività simile a quella dei taxi): obbligo di tornare in rimessa dopo ogni corsa, temperato dalla possibilità di avere più rimesse nel territorio provinciale e di non rientrarvi nel caso si sia usciti con più prenotazioni già acquisite.


