Taxi, banche e caro voli: si apre la partita delle modifiche al decreto Omnibus
Possibili interventi per aiutare i piccoli istituti e per ridurre il cumulo di licenze temporanee delle auto bianche
di Andrea Marini
2' di lettura
I punti chiave
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Il decreto legge omnibus, approvato dal consiglio dei ministri lunedì, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale giovedì, e venerdì a tempo di record è stato incardinato alla Camera. Dopo la pausa estiva inizierà l’iter di conversione che va completato entro il 9 ottobre. Il primo nodo da sciogliere sarà quello del rapporto con le banche dopo l’exploit sugli extraprofitti, ma possibili modifiche riguardano anche i taxi, il caro voli e il Superbonus.
Tassa sugli extraprofitti
La norma più contestata è quella sugli extraprofitti che le banche, impegnate in un lavoro tutto sotterraneo, puntano a modificare sfruttando magari i primi spiragli aperti da Forza Italia, che già ha annunciato un emendamento per aiutare le piccole banche. I banchieri sembrano aver apprezzato i primi correttivi inseriti dal governo. Non potendo superare lo 0,1% del totale dell’attivo - ambito peraltro ancora da definire che potrebbe fare la differenza per milioni di euro - l’impatto del prelievo appare decisamente edulcorato. Ma ora una delle strade per circoscriverne ulteriormente l’impatto, potrebbe essere quella di rendere l’onere deducibile. La possibilità è esplicitamente vietata dal quinto comma dell’articolo, ma basterebbe un emendamento a spazzarlo via: l’aliquota effettiva passerebbe dal 40% al 27%.
Taxi
Anche nel caso delle auto bianche, qualche correttivo dell’ultima ora in cdm ha evitato la protesta dei tassisti che però - finora in rigoroso silenzio - già sperano di ottenere di più. Dopo aver sventato la possibilità di cumulare le licenze definitive, i sindacati di settore punterebbero ora ad eliminare il cumulo anche per le licenze temporanee, potenziale cavallo di Troia, a loro giudizio, a vantaggio delle multinazionali
Caro-voli
Di tutt’altro tenore è stata invece la politica comunicativa di Ryanair che ha ingaggiato con il governo una vera e propria battaglia a suon di poco lunsinghieri aggettivi. La compagnia low cost non accetta alcun limite alle tariffe e il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, non ha escluso la possibilità di qualche ritocco.
Superbonus
Infine il capitolo Superbonus. Il decreto concede una nuova proroga alle villette ma non fa nulla per i condomini e non interviene sui crediti incagliati, problema di cui l’Ance (l’associazione dei costruttori) denuncia dimensioni monstre. Poste ha annunciato la ripresa degli acquisti ma solo dei crediti in mano ai privati e con un limite di 50.000 euro. La questione dunque resta e non è detto che il decreto omnibus non possa essere l’ennesima sede di modifica di una delle norme più riviste e corrette degli ultimi anni.








