Fisco

Tax Omnibus, da Bruxelles nuova scommessa sulla semplificazione per le imprese

La Commissione europea ha presentato due pacchetti sulla tassazione delle imprese e sull’etichettatura dei prodotti in campo energetico. Obiettivo: facilitare il lavoro delle aziende

dal nostro corrispondente Beda Romano

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BRUXELLES – La Commissione europea ha presentato ieri due pacchetti di semplificazione normativa, in linea con l’impegno preso nel 2025. Il primo ha a che fare con la tassazione delle imprese. Il secondo riguarda l’etichettatura dei prodotti in campo energetico. Nei due casi, l’obiettivo dell’esecutivo comunitario è di facilitare il lavoro delle aziende, contribuendo a una riduzione degli oneri e quindi a un rilancio in ultima analisi dell’economia europea. Entrambi i pacchetti andranno ora negoziati dal Consiglio e dal Parlamento.

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«Negli anni, il quadro normativo europeo in materia di imposte dirette ha consentito di compiere progressi concreti», ha spiegato in una conferenza stampa il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis. «Tuttavia, alcune norme sono ormai obsolete. Altre si sovrappongono a disposizioni legislative più recenti. E molte sono state attuate in modo divergente nei Paesi membri. Le nostre proposte affrontano direttamente tutte e tre queste questioni. Il pacchetto fiscale modifica sei direttive in materia di imposta sulle società».

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Tassazione delle imprese

Concretamente, tra le altre cose Bruxelles propone di esonerare dal versamento della ritenuta d’acconto tutti i versamenti transfrontalieri tra società e relativi a dividendi, interessi e royalties: «Eliminando i requisiti procedurali preliminari e semplificando le procedure di rimborso, la misura faciliterà l’accesso ai finanziamenti, incoraggerà gli investimenti e rafforzerà la competitività». Il pacchetto di misure consentirà alle imprese di risparmiare 8 miliardi all’anno, di cui 3,3 miliardi in costi amministrativi.

Etichettatura dei prodotti energetici

Sul secondo fronte, quelle delle etichettature, la Commissione europea propone maggiore flessibilità sul modo in cui le etichette sono presentate. Non dovranno più essere necessariamente su carta, ma potranno essere messe a disposizione dell’acquirente in versione digitale. La questione può sembrare triviale, ma in realtà molte imprese si sono lamentate degli oneri di stampa delle etichette e dei manuali d’istruzione.

L’esecutivo comunitario vuole anche semplificare l’aggiornamento delle etichette quando il rating energetico dei prodotti è stato oggetto di modifiche. Infine, i pneumatici sono un capitolo a sé. Verrà abolito l’obbligo di pubblicare su una etichetta a parte i requisiti tecnici quando l’automobile in vendita è nuova. Nel contempo, Bruxelles propone di semplificare il processo di aggiornamento delle etichette relative sempre agli pneumatici.

«Si prevede – spiegava ieri la Commissione europea - che tali misure consentiranno alle imprese e alle autorità di vigilanza del mercato di risparmiare fino a 125 milioni di euro all’anno nei prossimi 10 anni. Questa somma contribuirà a raggiungere i 18,4 miliardi di risparmio sui costi amministrativi, avvicinandoci all’obiettivo più ampio dell’Unione europea di ridurre i costi amministrativi annuali di 37,5 miliardi entro il 2029».

La Commissione europea ha avviato un percorso volto a semplificare le norme europee pur di rendere l’economia più competitiva, con l’obiettivo di una riduzione di almeno il 25% degli oneri amministrativi, e di almeno il 35% per le piccole e medie imprese, entro il 2030. Molti però temono che la semplificazione si stia traducendo in una deregolamentazione. Julien Desiderio, dirigente dell’organizzazione non governativa Oxfam, ha affermato ieri che le nuove proposte contengono «un annacquamento delle salvaguardie» tuttora esistenti in campo fiscale.

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