Fisco e turismo

Tassa di soggiorno, nuovi comuni la introducono. Gettito 2025 oltre 1,1 miliardi

È in vigore in quasi 1.400 comuni e molti aumentato l’aliquota. I casi record di Milano e Lazise

di Enrico Netti

EFDR4G Low Angle View of Small Boats in the Harbor after Sunset, Lazise, Lake Garda, Veneto, Italy Alamy Stock Photo

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Corsa al raddoppio per la tassa di soggiorno. In soli 5 anni il gettito è passato dai 628 milioni di euro del 2022 agli oltre 1,2 miliardi previsti per quest’anno. Un trend scandito dal crescente numero dei comuni che hanno adottato la “tassa di scopo” e parallelamente da quelli che hanno aumentato le tariffe. A fine anno l’imposta sarà in vigore in 1.411 comuni, di cui 24 sono new entry. Si tratta di Avellino, Latina, Scandicci, Foligno, Aprilia,Moncalieri, Treviglio, Santa Sofia, Entracque, Borgomanero, Citerna, Altopascio, Sassuolo, Chiesina Uzzanese, Tavernola Bergamasca, Casciana Terme-Lari, Ponte San Nicolò, Acerra, Sinnai, San Donà di Piave, Portogruaro e Fossano, Trani, Bisceglie. Ad oggi sono questi ma altri stanno discutendo sulla materia.

Saranno 53 le amministrazioni che hanno ritoccato all’insù i valori o hanno allungato il periodo di applicazione a partire dallo scorso 1° gennaio. Prevalentemente si tratta di capoluoghi di provincia tra cui Milano, Napoli, Torino, Livorno, Bolzano, Catania, Perugia, Imperia, Salerno, Trieste, Olbia, Lecce, Oristano e Campobasso, ma

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anche importanti destinazioni turistiche culturali, montane e balneari come San Candido e Jesolo, Sanremo e Assisi, Castelsardo, Arona, Alghero, Diano Marina, Santa Margherita Ligure, Spoleto e Porto Sant’Elpidio. Alcune destinazioni ampliano il periodo di validità dell’imposta di soggiorno come, per esempio, il Comune di Minori dove, dal 2026, si dovrà pagare l’imposta in ogni periodo dell’anno. Vi è poi una

molteplicità di altre destinazioni, come, per esempio, Terrasini e Cassino, Meta e Castelfiorentino, Portopalo e Reggello, Barano d’Ischia e Cetona, Casamicciola Terme come pure l’Unione Montana Valle Maira

e l’Unione Montana Feltrina che hanno deciso di incrementare le tariffe in vigore nel 2026.

È quanto rivela l’edizione 2026 dell’Osservatorio nazionale di Jfc sulla tassa di soggiorno che Il Sole 24 Ore pubblica in esclusiva. Per quanto riguarda gli incassi nel 2026 Jfc ha preparato 2 scenari legati all’evoluzione della guerra in Iran. Se la situazioni geopolitica si normalizzerà entro la fine di aprile il gettito crescerà dell’11% a circa 1.278 milioni. «Se il conflitto terminerà nel periodo estivo perderemo una quota di clientela altospendente proveniente dal Golfo - spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e curatore dello studio -. La clientela paneuropea in estate potrebbe preferire altre mete oltre l’Italia e una parte degli europei potrebbe arrivare in Italia nei mesi autunnali». In questo caso l’incasso sarà di circa 1.129 milioni (-1,8%).

Così lungo la Penisola

Analizzando i trend 2025 sul territorio sono quattro le regioni locomotiva. Al primo posto c’è il Lazio con oltre 300 milioni (+1,6%), seguono la Lombardia con un incasso di 158 milioni (+37,8%), la Toscana a circa 136 milioni (+11,8%) e il Veneto con oltre 117 milioni (+11%). Tra le città d’arte svetta Roma dove il «contributo di soggiorno» in vigore nella Capitale vale 288 milioni, un dato stabile. A Milano per effetto dei continui aumenti l’incasso è arrivato a 109,3 milioni (+43%) e per il 2026 si stima tocchi i 113,5 milioni anche per l’effetto Olimpiadi. Facile il sorpasso su Firenze a 82,7 milioni (+8%) mentre Venezia per la prima volta vede un leggero calo (-3%) degli incassi a 38,6 milioni.

Parecchi gli incrementi a doppia cifra e tra le località turistiche la migliore performance in assoluto è quella Lazise, destinazione sul lago di Garda sul cui territorio ci sono tre parchi di divertimento: Gardaland resorts, Movieland e Caneva aquapark che attirano visitatori da tutta Europa. Il comune nel 2025 ha visto aumentare del 60% gli incassi della tassa di soggiorno arrivati a 3,6 milioni. Ottimo anche l’incremento (+55%) della vicina Bardolino con oltre 3,3 milioni di euro di incassi mentre Caorle sfiora il +60% a 6,6 milioni. Bene anche Cervia e Cavallino Treporti. Quest’ultima ha sul territorio grandi villaggi open air con migliaia di posti letto. «Notiamo come il forte incremento a Lazise sia dovuto a un aumento delle tariffe per gli hotel 5 e 4 stelle come pure nelle strutture ricettive extra alberghiere - spiega Massimo Feruzzi -. Situazione analoga a Caorle dove nel 2025 le tariffe sono quasi raddoppiate, soprattutto nella categorie 3 e 4 stelle. A Bardolino invece si è apportato un aumento della tassa di 50 centesimi in tutte le strutture». Le principali località alpine vedono una crescita che nel caso migliore non supera il 10%. Cortina d’Ampezzo, per esempio, ha incassato 2,6 milioni (+7,6%) meno della metà di Castelrotto.

Come viene speso il gettito?

Tutte queste risorse non sono destinate a «interventi in materia di turismo» come prevede la legge che ha reintrodotto nel 2011 la tassa di soggiorno. Jfc ha chiesto ai Comuni la reale destinazione, il rendiconto sull’uso di questi fondi. «La situazione è disarmante - continua Feruzzi -. Diversi amministratori locali vorrebbero utilizzare, e molti lo fanno, tali introiti come spesa corrente, in maniera decisamente non rispondente alle intenzioni del legislatore». In molti Comuni sono stati organizzati degli eventi sportivi e non come, per esempio, a Cortina. Altri, è il caso di Abano Terme, puntano sulla manutenzione e gestione dei servizi e a Rimini il focus è sul trasporto pubblico.

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