Cina-Taiwan, duello in Africa: il caso eSwatini e la politica dei dazi zero
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
di Elena Giordani *
4' di lettura
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Dal 24 gennaio e fino al 21 marzo «Dorothea Tanning: worlds in collision» alla Alison Jacques Gallery di Londra propone un focus sul corpo poco esposto di opere tardive dal 1981 al 1989 dell’artista americana, per la prima volta proposte nel Regno Unito. La mostra coincide con la pubblicazione della monografia «Dorothea Tanning: Transformations» di Victoria Carruthers, Senior Lecturer in storia e teoria dell'arte moderna e contemporanea alla Australian Catholic University di Sydney, edita da Lund Humphries a gennaio. Ancora, il nuovo catalogo «Max Ernst – D-paintings – Zeitreise der Liebe» appena pubblicato dal Max Ernst Museum Brühl in coincidenza con la mostra fino al 22 marzo celebrano una serie di dipinti creati da Ernst dal momento in cui conobbe Dorothea Tanning nel 1942 fino alla sua morte nel 1976. Ogni anno Ernst dava a Tanning un'opera per il suo compleanno, nascondendo quasi sempre la lettera D per Dorothea. Jürgen Pech esamina tutti e 36 i “dipinti a D” insieme a importanti opere contemporanee di Tanning e numerose fotografie, lettere e altri documenti in una doppia biografia completamente illustrata che ritrae la loro straordinaria storia d'amore.
Da più di vent'anni la Dorothea Tanning Foundation di New York, nata su volontà stessa dell'artista statunitense, è impegnata nel preservare e diffondere l'eredità culturale della Tanning (Galesburg 1910 – New York 2012), attraverso un archivio documentaristico e la stesura in corso di un catalogo ragionato che abbracci l'intera produzione artistica dell’artista. P amela S. Johnson, executive director della Dorothea Tanning Foundation, ci ha spiegato come è nata la fondazione, di cosa si occupa e del rapporto con il mercato.
Dorothea Tanning non ha mai amato definirsi una “artista donna surrealista” e non sentiva nessuna affinità con il movimento. Come mai partecipò alla mostra “The Exhibition by 31 women” di Peggy Guggenheim al 30 West 57th Street di Manhattan nel 1943?
Dorothea Tanning partecipò alla mostra “Exhibition by 31 women” nell'Art of This Century a New York nel 1943. All'epoca era un'artista emergente di 32 anni che si sosteneva lavorando come illustratrice freelance per pubblicità di moda e di grandi magazzini. La mostra fu una grande opportunità per lei, che accolse senza esitazioni. Con il graduale riconoscimento della sua arte, apprezzava essere inclusa in mostre collettive di donne e uomini surrealisti. È solo tra gli anni '70 e '80, quando si rafforzò un interesse per le mostre di artiste sottostimate, che Dorothea sviluppò la sua riluttanza ad essere categorizzata dal genere. Non sentiva affinità con le altre artiste raggruppate in queste mostre, e anche se rispettava le artiste femministe, non si considerava una di esse. Dorothea riteneva che confrontare la sua produzione con quella di altre artiste portava a una lettura errata del suo immaginario e delle sue intenzioni.
Qual è l'andamento del mercato dopo la sua morte?
Sta andando molto bene. C'è un crescente interesse nei suoi ultimi lavori, e molti pezzi che erano in collezioni private sono stati proposti sul mercato. Le gallerie principali che rappresentano la produzione di Dorothea sono Alison Jacques Gallery di Londra; Gallery Wendi Norris di San Francisco; e Gallery of Surrealism di New York, che si occupa principalmente di stampe.
Quando nasce la Fondazione?
La Dorothea Tanning Foundation è nata nel 1996. L'artista, all'epoca 86enne, voleva promuovere la creazione di un archivio prima della sua morte. Quando la sua eredità è stata sistemata dopo la sua morte nel 2012, creammo una seconda fondazione, la Destina Foundation, che lavora in collaborazione con la Dorothea Tanning Foundation per diffondere il patrimonio ricevuto dalla sua eredità.
Chi ha fondato la Dorothea Tanning Foundation e chi se ne occupa oggi?
Dorothea ha supervisionato la nascita della fondazione con il suo avvocato, insieme ad un consiglio formato da amici, familiari e professionisti del mondo dell'arte. Alcuni fanno ancora parte dell'attuale consiglio. Le due fondazioni hanno lo stesso gruppo direttivo.