Talassemia, al Brotzu di Cagliari debutta la terapia genica
Primo paziente trattato: è stato dimesso e da un mese non ha bisogno di trasfusioni
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Da un mese non ha più bisogno di trasfusioni. Si tratta del paziente che, affetto da talassemia major, è stato trattato con terapia genica all’Arnas Brotzu di Cagliari. L’ospedale Brotzu di Cagliari è l’unico centro accreditato in Sardegna per questa procedura ed è tra i primi in Italia. Un percorso che la Regione considera strategico e che punta a garantire ai pazienti sardi l’accesso alle terapie più innovative.
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Primo traguardo
«È un risultato straordinario per la nostra sanità e, soprattutto, per le persone che convivono con la talassemia - commenta Alessandra Todde, presidente della Regione e assessora a interim alla Sanità -. Un traguardo che dimostra come anche in Sardegna sia possibile garantire l’accesso alle terapie più avanzate e trasformare l’innovazione scientifica in nuove possibilità di cura».
Rotta sull’innovazione
Todde ricorda poi un altro aspetto, legato proprio alle diverse forme di anemia mediterranea e i disagi e le problematiche con cui devono fare i conti malati e famiglie. «La Sardegna conosce il peso della talassemia più di altri territori. Per questo abbiamo combattuto affinché la nostra regione potesse accedere, per la prima volta, al Fondo nazionale per i farmaci innovativi e ne difenderemo a ogni costo la dotazione destinata alla Sardegna - aggiunge ancora -. Abbiamo inoltre scelto di investire direttamente sull’innovazione, affiancando risorse regionali a quelle nazionali, perché l’accesso alle cure deve essere determinato dalle condizioni cliniche delle persone».
In questa strategia si inserisce anche il nuovo servizio di aferesi dell’Arnas Brotzu, voluto dalla Regione e inaugurato nel febbraio 2026, che rappresenta un ulteriore tassello nel rafforzamento dell’offerta assistenziale e terapeutica. «Dietro questo traguardo ci sono anni di lavoro e, soprattutto, le competenze dei professionisti del Brotzu, con i tre presidi del Businco, del Microcitemico e del San Michele, che ringrazio per il lavoro costante e per la qualità dell’assistenza che garantiscono ogni giorno - conclude Todde -. È decisivo sostenere questo percorso. Ora abbiamo un primo risultato concreto. La sanità pubblica deve avere questa ambizione: portare in Sardegna le terapie più avanzate e trasformare la ricerca scientifica in nuove possibilità di cura per le persone».







