Vertice con Meloni a Palazzo Chigi. Il Governo: impegno per la stabilità in Medio Oriente
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Un vertice di circa un’ora nella serata di sabato 28 febbraio a Palazzo Chigi convocato dalla premier Giorgia Meloni per fare il punto sulla situazione in Medio Oriente dopo l’attacco in Iran. La nota diffusa al termine dell’incontro sottolinea che la riunione «ha consentito un’aggiornata valutazione della situazione di sicurezza per i connazionali presenti nella regione che è oggetto, fin da questa mattina, di un costante monitoraggio ed assistenza da parte dell’unità di crisi e su cui ha riferito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani». Alla riunione, si apprende da fonti di Palazzo Chigi, sono stati presenti - oltre ai vertici dell’intelligence - il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano; in collegamento il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari. Collegato anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che è attualmente bloccato a Dubai a causa della chiusura dello spazio aereo per i voli negli Emirati Arabi dopo l’attacco in Iran.
Impegno per stabilità della regione e vicinanza a popolazione iraniana
La nota rimarca che «il Governo, come già in passato, continuerà a impegnarsi con i partner europei, regionali e internazionali per una soluzione a favore della stabilità della Regione e al contempo ha rinnovato la sua vicinanza alla popolazione civile iraniana che, con coraggio, nelle scorse settimane ha richiesto il rispetto dei suoi diritti civili e politici, subendo una repressione violenta e ingiustificabile».
Meloni: ingiustificabili attacchi ai paesi del Golfo
«Ai leader del Golfo il presidente Meloni ha espresso la vicinanza del Governo italiano e la condanna degli ingiustificabili attacchi subiti dalle loro Nazioni», riporta la nota di Palazzo Chigi. Meloni ha sentito tra gli altri il Re del Bahrein, l’Emiro del Kuwait, il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, l’Emiro del Qatar e il Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita. Sono in corso ulteriori contatti con il Sultano dell’Oman e il Re di Giordania.
I colloqui con Merz e Starmer
Nel corso del vertice serale Meloni ha condiviso anche le valutazioni raccolte nel pomeriggio nei contatti telefonici avuti con alcuni partner europei, a partire dal cancelliere tedesco Friedrich Merz e dal primo ministro britannico Keir Starmer.
La conferenza telefonica nella mattinata di sabato
La presidente del Consiglio Meloni aveva già presieduto in mattinata una conferenza telefonica, cui hanno preso parte il vicepresidente e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il vicepresidente Matteo Salvini, il ministro della Difesa Guido Crosetto, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell’Intelligence. Il Presidente del Consiglio, spiega una nota di Palazzo Chigi, si terrà in contatto con i principali alleati e leader della regione già a partire dalle prossime ore per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni. E sono tante le reazioni che stanno arrivando dal mondo politico, sia dagli esponenti di maggioranza che di opposizione. Mentre, come riportato dall’AdnKronos, al Viminale si è tenuta una riunione straordinaria del Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa) che è servita a fare il punto sui possibili profili di minaccia. Nelle stesse ore, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, aveva già fatto diramare una disposizione urgente per sensibilizzare e rafforzare ulteriormente i dispositivi di sicurezza a protezione sugli obiettivi ritenuti di prioritaria sensibilità, in particolare statunitensi e israeliani.








