Dl Rilancio: stop rata Irap per tutti fino a 250 milioni di fatturato, superbonus edilizio e proroga Cig
Si lavora ancora in queste ore alle coperture. All'appello mancherebbero infatti, sia i fondi per la piena copertura della cassa integrazione del decreto Cura Italia, sia risorse per misure come gli incentivi al personale sanitario
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Stop alla prima rata Irap per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato, senza i paletti legati al volume di perdite subite a causa del coronavirus. Stop anche alla prima rata dell'Imu per alberghi, pensioni e stabilimenti balneari, a condizione che i proprietari siano anche i gestori delle attività. Tax credit per le vacanze in Italia per le famiglie con Isee fino a 50mila euro anziché 35mila. Platea allargata per i contribuenti che si avvalgono del 730. Questele ultime novità del decreto Rilancio. Tra i punti fermi resta l’ecobonus del 110% per le riqualificazioni edilizie.
Cdm slittato, al lavoro su nodo coperture
Il premier Conte ha cercato di portare il testo del provvedimento sul tavolo del Consiglio dei ministri già nella serata di domenica 10 maggio, ma il confronto politico all’interno della maggioranza è continuato anche per tutta la giornata di lunedì. In serata il ministro Roberto Gualtieri aveva annunciato che sono stati “sciolti” i nodi politici. Il pre consiglio è iniziato in tarda serata. Ed è stato riaggiornato alla mattina di martedì 12 maggio. Mentre il Consiglio dei ministri non è stato ancora convocato (è previsto probabilmente nella serata di martedì). Sulle regolarizzazioni di colf, badanti e lavoratori agricoli palazzo Chigi ha parlato di «sintesi politica trovata». Ma restano riserve del M5s. E si lavora ancora in queste ore alle coperture del decreto Rilancio. All'appello mancherebbero infatti, sia i fondi per la piena copertura della cassa integrazione del decreto Cura Italia, sia risorse per misure come gli incentivi al personale sanitario.
Stop rata Irap per tutte imprese fino a 250 milioni di fatturato
«Elimineremo il saldo e acconto dell'Irap che sarà dovuto a giugno per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato» ha annunciato poi Gualtieri al Tg5. La misura contenuta nel decreto Rilancio non avrà più quindi i paletti contenuti nelle ultime bozze, che limitavano l'intervento alle imprese tra 5 e 250 milioni che avessero subito perdite per di almeno un terzo del fatturato a causa del coronavirus.
730 possibile anche se datore non “compensa”
La platea dei contribuenti che si avvalgono del 730 si allarga, consentendo la presentazione anche a chi ha un datore di lavoro che non riesce a fare il conguaglio per mancanza di versamenti da effettuare. Lo prevede un nuovo articolo inserito in un'ultima bozza del dl Rilancio. La norma serve ad evitare le difficoltà che potrebbero incontrare i contribuenti che hanno un datore di lavoro ma che, per le difficoltà legate alla crisi, non hanno capienza per compensare tra entrate ed uscite. Anche per loro sarà possibile presentare il 730/2020 nella modalità 'senza sostituto' con il versamento tramite F24 o ottenere il rimborso direttamente dal fisco dopo il 30 settembre.
Versamenti slittano a settembre
Slittano al prossimo 16 settembre i versamenti di ritenute, Iva, contributi previdenziali e Inail, atti di accertamento, cartelle esattoriali, avvisi bonari e le rate della rottamazione-ter e del saldo e stralcio, sospesi dall’emergenza sanitaria per i mesi marzo, aprile e maggio 2020. I pagamenti potranno essere effettuati in unica soluzione, a partire come detto dalla metà di settembre o in quattro rate di pari importo.

