Carburanti

Taglio accise fino a mercoledì, il Governo cerca risorse per un’altra proroga

Il tradizionale rientro dalle vacanze degli italiani avrà un peso completamente diverso rispetto a un anno fa. A fine agosto 2025, infatti, benzina e gasolio si fermavano rispettivamente a 1,696 euro al litro e 1,622 euro al litro

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Le giornate più critiche per il Governo dall’inizio della crisi energetica. Perché i prezzi, sia di benzina che di gasolio, sono praticamente ai massimi. E perché, al momento, l’ultimo weekend di agosto è scoperto da agevolazioni di qualsiasi tipo, dato che il taglio accise sul gasolio scadrà il 26 agosto.

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Senza dimenticare che nel frattempo la campagna elettorale per le Politiche è pronta a entrare nel vivo. Come dimostrano, d’altronde, gran parte degli interventi dell’opposizione sul tema carburanti, su tutti la proposta della segretaria dem Elly Schlein di tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere.

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Governo al lavoro per una nuova misura

In effetti, il tema delle coperture è, come sempre, quello determinante. Perché il Governo non potrà contare sul meccanismo delle accise mobili per la fine di agosto, dato che l’extragettito Iva del mese verrà contabilizzato a inizio settembre.

Ecco che quindi torna la caccia alle risorse. Dopo che già due volte sono stati effettuati tagli non banali ai ministeri ed è stato raschiato il barile attingendo ad esempio ai fondi legati alle sanzioni dell’Antitrust.

Intervento ponte fino a inizio settembre

Qualcosa, però, andrà fatto e il Governo ha già attivato i tecnici del ministero dell’Economia per farlo. Almeno fino a inizio settembre, quando è già previsto un Consiglio dei ministri, potendo poi contare sull’Iva extra di agosto che, a differenza di giugno e luglio, potrebbe dare una mano in più dato che i listini sono stati più cari (di conseguenza anche il gettito).

Anche perché, senza mettere in campo una proroga, la benzina rimarrebbe a circa due euro al litro in città; ma il gasolio arriverebbe alla cifra record di 2,3 euro. Cifre che, va detto, in qualche altro Paese si sta già vedendo: secondo l’ultima rilevazione della Commissione europea, un litro di diesel costa 2,383 euro nei Paesi Bassi, 2,318 euro in Finlandia e 2,266 euro in Germania.

Il controesodo

C’è però il tema “controesodo” che incombe. Il tradizionale rientro dalle vacanze degli italiani avrà un peso completamente diverso rispetto a un anno fa. A fine agosto 2025, infatti, benzina e gasolio si fermavano rispettivamente a 1,696 euro al litro e 1,622 euro al litro. Vuol dire 30 centesimi al litro in meno per la verde e circa 50 cent per il diesel. Con quest’ultimo scarto che potrebbe diventare di quasi 70 centesimi alla scadenza dello sconto. Per questo, la priorità assoluta è trovare una soluzione per prorogare almeno lo sconto sul gasolio.

Non solo i vacanzieri

Un discorso che ovviamente vale anche per chi lavora e ha continuato a lavorare nelle ultime settimane. Imprese, dall’autotrasporto a quelle agricole, che hanno ottenuto dei crediti d’imposta dal Governo e adesso ne chiedono altri, dato che il caro-carburanti è proseguito anche oltre il mese di giugno. A loro si aggiunge il settore dei tassisti, secondo cui non sono arrivate «risposte concrete» alle loro richieste.

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