Suzuki con la nuova Swift riporta l’ibrido in città
C’è anche l’integrale
di Massimo Mambretti
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L’ossessione per le full-electric al momento tocca solo in maniera marginale la Suzuki. Infatti, pur avendo presentato come prima proposta a batteria il suv Evx, non molla affatto la presa sui modelli mild-hybrid. Anzi, rilancia su questa tecnologia ritenendo che a livello globale l’elettrico sarà disponibile solo quando i tempi saranno maturi. In altri termini, quando costi e condizioni spingeranno la richiesta. La soluzione giusta per Suzuki è l’ibrido che propone con tecnologie mild hybrid da 12 a 140 V secondo la tipologia del modello, nonché full-hybrid e plug-in solo per la station Swace e il suv Across, che altro non sono che le rebadge delle Toyota Corolla e Rav4.
In Europa questa filosofia ha costretto il mitico off-road Jimny a uscire di scena perché ha un motore non elettrificato per non impattare sulle emissioni della gamma tutta ibrida, nella quale la Swift ha un ruolo importante. La compatta berlina arriva adesso alla quarta generazione proponendo tante novità che vanno al di là dell’aspetto, per altro nuovo ma fedele all’impostazione e al design della serie precedente. Il rinnovamento interessa, quindi, il capitolo tecnologie. In primis, il powertrain sempre un mild-hybrid di 1,2 litri con tecnologia a 12 V ma a tre anziché quattro cilindri per offrire minori consumi che può interfacciarsi sia con il cambio manuale a cinque marce sia con quello a variazione continua del rapporto e spingere anche le versioni a trazione integrale. Nell’abitacolo completamente ridisegnato entra un nuovo infotainment con display da 9” che integra la connettività wireless per i device assieme a funzioni attivabili da app.


