Test drive

Suzuki Gsx-8TT, come va la naked retrò giapponese

Sfoggia un design senza tempo e una tecnologia all’avanguardia la nuova media di Suzuki. Su strada è parecchio divertente e poco assetata

di Gianluigi Guiotto

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Presentata lo scorso luglio insieme alla sorella Suzuki Gsx-8T , la Gsx-8TT (11.560 euro) è delle due quella con il cupolino che ricorda la mitica Suzuki GS1000 in configurazione racing degli anni Ottanta, guidata da Wes Cooley nel campionato americano Ama. Nel panorama attuale, in effetti, la nuova nata della Casa di Hamamatsu spicca per il cupolino squadrato, gli specchietti ai lati del manubrio (tipo bar-end), il serbatoio tondo da 16,5 litri e il puntale appositamente disegnato. Sui fianchetti il numero 8 applicato su una piastrina a ricordare la palla da biliardo che conclude il gioco, cioè il colpo vincente. Lo è veramente per Suzuki? L’abbiamo provata per stabilirlo.

Tecnica moderna

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La base è in comune con la Suzuki Gsx-8S , quindi il motore è il noto bicilindrico parallelo da 776 cc con 4 valvole per cilindro, Euro 5+, che eroga 83 cv (è disponibile anche la versione depotenziata per patenti A2) e una coppia generosa già dai bassi regimi (78 Nm). Grazie al manovellismo a 270 gradi dell’albero a motore il sound è piacevole e simile a quello di un bicilindrico a V, mentre un sistema brevettato di equilibratura delle forze di primo grado elimina le vibrazioni. L’acceleratore elettronico ride-by-wire sfrutta la centralina Ecm e consente di avere tre mappature del motore del sistema che Suzuki chiama “Scegliiltiro”: A, B e C in ordine di reattività e sportività decrescente, con la C adatta su superfici scivolose o bagnate. Tutta l’elettronica è di primo livello: controllo di trazione su tre livelli d’intervento e disinseribile, il cambio a sei marce con Quickshift bidirezionale per cambiare marcia senza azionare la leva della frizione e un sistema che assiste il pilota in partenza e a bassa velocità, rendendo molto difficile spegnere il motore.

Quanto alla ciclistica, siamo sul tradizionale: telaio in acciaio, forcellone in alluminio, cerchi in alluminio da 17”, forcella a steli rovesciati e monoammortizzatore regolabile manualmente nel precarico della molla.

Come va

In sella alla Gsx-8TT, a 81 cm da terra, anche chi scrive, alto 193 cm, sta comodo: le gambe non sono troppo piegate e la posizione della schiena è naturale, quasi verticale e con le braccia allungate in avanti. I piloti meno alti toccano ugualmente terra con i piedi grazie anche alla vita sottile della moto. La strumentazione è tutta racchiusa in uno schermo Tft Lcd da 5 pollici con due modalità di retroilluminazione, diurna e notturna (il passaggio da una all’altra quando si entra in galleria è molto rapido: non è sempre così). Gli specchietti ai lati del manubrio offrono un’ottima visuale di quanto accade dietro, complicando un po’ la vita solo quando si passa tra gli specchietti delle auto in coda. L’avviamento si avvantaggia della nuova batteria agli ioni di litio leggera (2 kg in meno) e compatta che offre anche affidabilità e durata maggiori. La posizione di guida è leggermente caricata sull’avantreno, a favorire una guida più sportiva, anche se alla lunga non risulta stancante come abbiamo provato su altri modelli.

Rispetto alla sorella Gsx-8S, la TT ha una sella maggiormente imbottita e, quindi, una seduta leggermente più alta. Fin dai primi metri si apprezza la vivacità del bicilindrico giapponese, che fin ai regimi più bassi riprende con vigore per dare il meglio di sé tra i 3 e i 6mila giri. Dei tre riding mode disponibili, il più centrato, a nostro avviso, è il B: il C va bene per il bagnato, mentre l’A soffre di un leggero effetto on-off per la notevole reattività a ogni impulso sulla manopola del gas. Molto bene anche il cambio con Quickshift, non un fulmine di guerra ma scorrevole e preciso sia salendo di marcia sia scalando, indipendentemente dal regime di rotazione del motore. Ottima ci è parsa anche la risposta delle sospensioni, pur senza particolari possibilità di regolazione se non il precarico del mono: sono un buon compromesso tra confort di guida e sostegno nella guida sportiva. Proprio quando si spinge un po’, si apprezza l’agilità della Suzuki che danza bene tra le curve senza però perdere in precisione. Lo stesso voto va anche all’impianto frenante, potente e modulabile, con un Abs non invasivo: la potenza c’è sempre, anche dopo un uso intenso. Insomma, la Gsx-8TT è una moto da utilizzare quotidianamente per poi andare a divertirsi nel fine settimana, magari montando le borse disponibili tra gli accessori. Senza passeggero, però, se non volete inimicarvelo: non ci sono maniglie per lui, ma solo la (inutilizzabile) cinghia di pelle sulla sella. Il piccolo cupolino, esteticamente, è decisamente riuscito, ma lo è un po’ meno dal punto di vista aerodinamico: protegge giusto il busto e le spalle, ma la testa resta in balia del vento.

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