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Suzuki eVitara, abbiamo provato il nuovo suv elettrico con la trazione integrale. Ecco com’è andata.

La svolta elettrica della casa giapponese inizia con un suv di taglia compatta che porta al debutto un nuovo linguaggio stilistico e tecnologie inedite. È in vendita nelle versioni a trazione anteriore e integrale.

di Massimo Mambretti

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Si chiama eVitara ed è il primo modello full electric firmato Suzuki. Sottolinea la sua appartenenza al marchio giapponese con un naming che richiama quello del suv di maggiore successo di Suzuki, la Vitara, appunto, che, bene dirlo subito, non va in pensione.

Suzuki eVitara nasce da un progetto partito dal classico foglio bianco risultato della collaborazione sempre più stretta tra Suzuki e Toyota che, dal canto suo, la sfrutta per realizzare il suv compatto Urban Cruiser. In sostanza, per la prima volta i due marchi hanno sviluppato assieme un modello globale e non si sono limitati, come in passato, ad apporre i loro loghi su modelli già noti per inserirli nelle rispettive gamme come può ricordare il suv Suzuki Across plug-in che, in definitiva, è una Toyota RAV4 della serie precedente.

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Suzuki eVitara, nuove tecnologie che aprono uno scenario inedito

 

Il cambio di visione non solo porta al debutto tecnologie tutte nuove e inediti canoni di design, ma anche avvia una cooperazione industriale che prevede la produzione nello stabilimento indiano della Suzuki anche del suv marchiato Toyota, ovviamente supportata dalla condivisione di tutte le tecnologie. A partire dall’architettura Heartect-e specifica per i modelli elettrici, sulla quale la Suzuki sta sviluppando anche il suo secondo modello elettrico: una citycar che dovrebbe debuttare quest’anno derivata dal concept Vision e-Sky.

La piattaforma è adatta sia alla versione Single Motor a trazione anteriore con 174 cavalli e 197 Nm di coppia sia alla Dual Motor con 184 cavalli e 300 Nm di coppia con la trazione integrale eletrtica Allgrip, nella quale Suzuki ha riversato le sue esperienze nel campo dell’offroad puro. Il sistema ripartisce la motricità chiamando in causa il motore elettrico posteriore in funzione delle condizioni di guida e di marcia, ma è influenzabile anche dalla modalità Trail che in fuoristrada simula gli interventi di un differenziale a slittamento frenando la ruota che sta slittando e trasferendo la motricità a quella sullo stesso asse con più aderenza. Una modalità che si aggiunge alle classiche configurazioni vettura Eco, Normal e Sport.

Le eVitara sono alimentate da una batteria al litio ferro-fosfato da 61 kWh che promette percorrenze di 426 chilometri per la versione a trazione anteriore e di 395 chilometri per quella a quattro ruote motrici. Il caricatore di bordo da 11 kW consente una ricarica con la corrente alternata dal 10 all’80% in cinque ore e mezza, mentre lo stesso rifornimento si effettua in 45 minuti perché con quella continua la vettura accetta fino a 70 kW, diversamente da alcune rivali che assorbono anche picchi più alti.

La batteria può essere rifornita anche con il recupero di energia nei rallentamenti ma non con pratici paddle al volante, ma con un tasto sul tunnel che innesta una modalità di default. Tuttavia, per impostare gli step meno e più determinato (che non origina una modalità di guida one pedal) solo con la vettura ferma bisogna ricorrere in maniera davvero poco razionale al display dell’infotainment e scorrere tre sottomenù. Infine, le eVitara offrono una dotazione di Adas molto completa, che genera un sistema di guida semi-assistita di livello 2 avanzato.

 

Suzuki eVitara Dual Motor Allgrip-e, le foto della prova del suv elettrico

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Suzuki eVitara, una linea originale ma rispettosa della tradizione

 

La linea della eVitara pur condividendo molti elementi con quella della gemella-diversa firmata Toyota rammenta con alcuni stilemi quella della Vitara con motori termici. La sensazione è supportata dalla definizione frontale e della coda assieme alle relative firme luminose, dalla muscolosità dei passaruota anche se definita da tratti piuttosto tesi anziché arrotondati come su altri suv Suzuki e dal rapporto fra le superfici in lamiera e quelle vetrate. La personalità da suv è rimarcata sia dalle protezioni sia dal profilo inferiore del frontale e della coda che assieme all’altezza da terra di 18 centimetri ottimizza la marcia offroad. Il risultato finale genera una suv dall’aspetto gradevole ed equilibrato lungo 4,28 metri, largo 1,80 metri, alto 1,64 metri e con un passo di 2,70 metri.

 

Suzuki eVitara, dentro è spaziosa e hi-tech

 

Grazie al riuscito intreccio fra design e dimensioni della carrozzeria, al passo piuttosto lungo propiziato dagli sbalzi corti e al layout del pavimento l’abitacolo della eVitara offre una buona quantità di spazio sia anteriormente sia posteriormente. Inoltre, per avvantaggiare la funzionalità integra grazie il divano posteriore che può scorrere per 16 centimetri che consente di modulare la disponibilità di spazio a favore della zona passeggeri o di quella di carico di base non molto ampio per la taglia della vettura. Questa soluzione consente di spostare la capacità standard di 238 litri sino a 310 litri quando si sposta completamente in avanti il divano, mentre quella massima rimane sempre di 1.052 litri.

L’arredamento ben realizzato e di aspetto gradevole grazie anche agli azzeccati abbinamenti di materiali e colori è definito da tratti tesi che originano una plancia di andamento lineare, che sostiene un pannello che raccorda il cockpit configurabile da 12,5” con il display da 10,1” dell’infotainment. Il sistema che ha un’interfaccia grafica non molto attraente ma abbastanza intuitiva è piuttosto reattivo, sempre connesso, integra la connettività wireless per gli smartphone e, infine, permette tramite una app di gestire da remoto alcune funzionalità della vettura e di accedere ai servizi Suzuki.Tra i sedili anteriori c’è una consolle “a ponte” che ospita superiormente i comandi delle configurazioni vettura e del recupero di energia nei rallentamenti e il rotore del cambio, inferiormente e posteriormente grandi vani portaoggetti e anteriormente la piastra per ricaricare gli smartphone e alcune prese Usb-C.

 

Suzuki eVitara, la Dual Motor è a suo agio ovunque e si guida bene

 

Il sistema che spinge l’eVitara Dual Motor sino a 150 all’ora e a 100 orari in 7”4 che si rivela reattivo e, all’occorrenza, capace di sfoderare un temperamento piuttosto vivace anche senza ricorrere alla modalità Sport, la massa che non sfondando i 1.900 kg non è eccessiva per i canoni dei suv elettrici, l’assetto ben tarato tanto per l’uso stradale quanto per quello in fuoristrada dove l’eVitara si muove sempre con spigliatezza sono i fattori che rendono gradevole e istintivo da guidare il primo suv elettrico con la prima trazione integrale della Suzuki. In sostanza, l’interazione uomo-macchina è sempre diretta e di alto livello in ogni situazione. Il set up piuttosto rigido dell’assetto premia il comportamento, l’affidabilità e l’agilità ma sulle irregolarità più marcate del terreno si riverbera sul confort, altrimenti buono grazie anche all’insonorizzazione dell’abitacolo dove anche alle velocità autostradali non si avvertono fruscii fastidiosi. Per quanto riguarda il consumo al termine del test di 110 chilometri prevalentemente su ripide strade di montagne e con brevi divagazioni in offroad e in autostrada il computer di bordo ha riportato un consumo medio di 21,7 anziché di 16,6 kWh/100 km come dichiarato dalla casa, mentre la carica della batteria è passata dal 100% al 61% e l’autonomia da 355 a 206 chilometri.

 

Suzuki eVitara, allestimenti e prezzi

 

La versione Single Motor è in vendita a 37.000 euro solo nell’allestimento Cool la cui dotazione include anche i fari led Matrix e i cerchi in lega da 18”, ma allo stesso prezzo costituisce quello entry level della Dual Motor, proposta a 39.000 euro nel più completo e sfizioso Top. In questo caso l’equipaggiamento include anche cerchi da 19”, il tetto panoramico in vetro, il sedile guida a regolazione elettrica, l’impianto hi-fi Infinty by Harman con subwoofer, le telecamere anteriore e per la visione a 360°.

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