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Surface Pro 11 entra nell’era dell’intelligenza artificiale: ora Microsoft ci crede di più

Abbiamo provato Windows su Arm sui nuovi dispositivi Surface Pro 11 e ci è piaciuto, Peccato però il prezzo ancora troppo alto.

di Luca Tremolada

2' di lettura

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Quando sono nati i dispositivi Surface, Microsoft aveva un’idea ambiziosa: fondere la produttività di un computer portatile Windows con l’autonomia e la reattività di un tablet. Ci sono volute 11 incarnazioni e i nuovi chip Qualcomm Snapdragon X per avvicinarsi in modo convincente a questo obiettivo. Ma direi che ci siamo. Sono due settimane che utilizzo un Microsoft Surface Pro 11 con architettura ARM, CPU Snapdragon X Plus a 10 core, un SSD da 512 GB, una RAM da 16 GB e un display da 13 pollici. È la prima macchina con il marchio Copilot+ e quindi capace di superare i 40 TOPS (trilioni di operazioni al secondo).

È una macchina che segna una discontinuità rispetto agli altri modelli. Finalmente a Redmond sembrano davvero crederci. Per la prima volta il display è un OLED davvero luminoso, il migliore per passare da una serie TV a un videogioco. Anche la tastiera Flex Keyboard è finalmente la migliore mai apparsa in casa Surface: tasti larghi e alti e la possibilità di continuare a lavorare anche quando è staccata dal dispositivo. Rispetto al passato siamo su un altro pianeta. Diciamo che, da un punto di vista costruttivo, siamo di fronte a un prodotto finalmente maturo e convincente.

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Quando si parla di applicazioni, occorre fare una doverosa premessa. L’architettura ARM è dannatamente veloce e funziona bene con la maggior parte delle applicazioni. Non tutte, però, funzionano bene, perché le macchine ARM devono emulare quelle progettate per x86, consumano di più e in alcuni casi si bloccano. È una questione di tempo, ma se avete app che sono indispensabili per il lavoro, è opportuno accertarsi che tutto funzioni a dovere. Altrimenti, meglio affidarsi a processori Intel.

Un’altra premessa, l’ultima: questo tipo di macchine, due in uno, che consentono di essere tablet e anche portatili, sono sempre un compromesso. Non rinuncerei mai al mio portatile super-potente e senza compromessi, esattamente come il mio tablet resta imbattibile per autonomia. I Surface sono prodotti che fanno bene più cose insieme. L’asticella con questi Snapdragon si è finalmente davvero alzata. Ma il prezzo resta davvero troppo alto: 1499 euro sono tanti. Anche perché, ad oggi, le numerose novità di intelligenza artificiale (Cocreator, Restyle Image, Image Creator, Live Captions e Windows Studio Effects) sono interessanti e divertenti, ma non fanno ancora la differenza. Non c’è un effetto wow, almeno per ora. Anche se Windows Studio Effects, che applica effetti visivi e miglioramenti audio/video durante le videochiamate o le registrazioni, tra cui filtri creativi e il teleprompter Eye Contact, è già oggi un’applicazione davvero interessante per i content creator.

Per battere Apple e i suoi Mac, serviranno più applicazioni e qualche idea originale. Ma forse è solo una questione di tempo. Di certo, i Surface si candidano a essere l’incarnazione dell’AI PC più sorprendente e convincente.

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  • Luca Tremolada

    Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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