Nautica

Superyacht, impatto economico da 54 miliardi a livello mondiale

Uno studio di Deloitte e università di Amsterdam quantifica il valore dell’industria di barche oltre i 30 metri. Volume d’affari diretto a 22 miliardi

di Raoul de Forcade

Uno yacht in costruzione presso il cantiere Feadship

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L’impatto economico complessivo dell’industria globale dei superyacht, ammonta a 54 miliardi di euro, e forma un ecosistema che comprende la manifattura avanzata, l’occupazione altamente qualificata e le economie costiere di tutto il mondo, oltre, ovviamente, al turismo di lusso. È quanto emerge da una nuova ricerca condotta da Deloitte e dall’università Vrije di Amsterdam.

La flotta mondiale delle imbarcazioni oltre i 30 metri di lunghezza (su barche di queste dimensioni si è concentrato lo studio) supera oggi le 6.100 unità e il report - commissionato da The superyacht life foundation (Syl) e dalla Superyacht builders association (Sybass) - sottolinea come «il settore si sia evoluto, diventando una significativa potenza economica, che sostiene tutte le filiere complesse: dalle infrastrutture turistiche del Mediterraneo fino all’ingegneria, alla cantieristica e all’innovazione marittima d’avanguardia in Europa».

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Dalla ricerca emerge che, nel periodo di riferimento (2022), l’industria ha generato un volume d’affari diretto di 22 miliardi di euro, innescando un ulteriore impatto indiretto di 32 miliardi di euro, attraverso le filiere internazionali, la spesa turistica e i servizi professionali. Complessivamente, ogni euro speso nell’industria dei superyacht genera un valore economico indotto di circa 2,40 euro.

Il report mette in luce «il rilevante contributo economico del settore, quantificando un impatto medio annuo per singolo superyacht pari a 9 milioni di euro. Le attività di gestione delle flotte e il turismo rappresentano il principale volano economico del comparto, con un apporto annuo di 27,1 miliardi di euro, pari a quasi la metà dell’impatto economico globale dell’industria. La spesa degli yacht in attività sostiene ristoranti, hotel, porti turistici, trasporti e imprese locali nelle principali destinazioni nautiche; in particolare, i superyacht sopra i 60 metri generano un volume di spesa circa 5,5 volte superiore rispetto alle unità di dimensioni inferiori».

Il Mediterraneo, peraltro, «si conferma - si legge nello studio - il principale hub mondiale per i superyacht, registrando, ogni anno, 4,7 miliardi di euro di spese operative e 1,9 miliardi di euro di spesa turistica, a conferma dell’importanza strategica delle infrastrutture portuali, dei cantieri di refit e dei servizi turistici premium attivi nell’area».

L’Europa, sottolinea il documento, «mantiene il suo ruolo dominante nella costruzione di superyacht, detenendo circa il 90% del valore mondiale del mercato del nuovo. Italia, Paesi Bassi e Germania trainano il settore, coprendo quasi l’80% della produzione totale, con il comparto new build che, da solo, genera un impatto economico di circa 20 miliardi di euro e sostiene una vasta rete di progettisti navali, ingegneri, artigiani e fornitori di tecnologia». Il report evidenzia, inoltre, la crescente rilevanza delle attività di refit e riqualificazione, trainate dall’obsolescenza delle flotte e dall’evoluzione delle normative ambientali.

«Questi risultati - afferma Dilan Saraç, direttore esecutivo di Syl - mettono in discussione la percezione del superyachting come un mercato di lusso puramente di nicchia. Ciò che emerge è un’economia globale profondamente interconnessa, che sostiene la manifattura, il turismo, l’ingegneria, l’hospitality e migliaia di posti di lavoro altamente qualificati».

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