Supercomputer, l’Europa accorcia il divario con gli Stati Uniti. Tre nuovi italiani in Top500
Pubblicata la 65esima edizione della Top500. Il supercomputer tedesco Jupiter Booster conquista la quarta posizione e fa avanzare l’Europa nel confronto con gli Usa. I supercomputer italiani presenti in classifica passano da 14 a 17: entrano Pitagora-Cpu (Cineca), SpaceHPC (Esa Italia) e Cresco 8 (Enea)
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
Con El Capitan, gli Stati Uniti guidano ancora la classifica Top500 dei supercomputer più potenti del mondo, ma l’Europa riduce di molto il divario. La Germania ha acceso Jupiter Booster, annunciato come il primo supercomputer di classe exascale finanziata dal progetto EuroHPC: la macchina tedesca, gestita dal Centro di supercalcolo di Jülich, è risultata il quarto supercomputer più potente del mondo. L’Italia contribuisce alla rincorsa europea mettendo in classifica tre nuovi supercomputer. Ma nel confronto tra paesi viene superata dalla Germania.
È questa la fotografia che emerge dalla 65esima edizione della Top500, la classifica che dal 1993 a oggi, ogni sei mesi, aggiorna l’elenco dei supercomputer più potenti del mondo. Quella che qui commentiamo è stata rilasciata il 10 giugno 2025 e aggiorna l’edizione precedente del novembre 2024.
Stati Uniti al comando
Il sistema El Capitan mantiene la posizione numero uno in classifica e conferma il primato degli Stati Uniti. El Capitan, Frontier e Aurora sono ora i tre sistemi exascale in testa alla classifica. Tutti e tre sono installati presso i laboratori del Dipartimento dell’Energia (DOE) negli Stati Uniti.
La Germania rompe gli schemi
Al quarto posto torna però un supercomputer europeo. Si tratta del tedesco Jupiter Booster. È l’unica nuova macchina entrata nella Top10 e, una volta a regime, sarà anche il primo supercomputer di classe exascale made in Europe, realizzato all’interno del programma dell’Unione Europea EuroHPC, che mette insieme risorse private e pubbliche e che punta a colmare il divario con gli Stati Uniti in termini di potenza di calcolo installata.
Jupiter Booster è attualmente in fase di messa in servizio e ha raggiunto un valore preliminare di potenza pari a 793,4 Petaflop/s (e 930 petaflop/s di potenza di picco) utilizzando solo una parte della sua infrastruttura di calcolo. Già questo è bastato però per ottenere il quarto posto nella classifica assoluta. Gestito dal Centro di supercalcolo di Jülich, si basa sull’architettura BullSequana XH3000 di Eviden, interamente raffreddata a liquido.








