La nuova classifica

Supercomputer, l’Europa accorcia il divario con gli Stati Uniti. Tre nuovi italiani in Top500

Pubblicata la 65esima edizione della Top500. Il supercomputer tedesco Jupiter Booster conquista la quarta posizione e fa avanzare l’Europa nel confronto con gli Usa. I supercomputer italiani presenti in classifica passano da 14 a 17: entrano Pitagora-Cpu (Cineca), SpaceHPC (Esa Italia) e Cresco 8 (Enea)

di Antonio Larizza

Centro di supercalcolo di Jülich, in Germania

3' di lettura

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Con El Capitan, gli Stati Uniti guidano ancora la classifica Top500 dei supercomputer più potenti del mondo, ma l’Europa riduce di molto il divario. La Germania ha acceso Jupiter Booster, annunciato come il primo supercomputer di classe exascale finanziata dal progetto EuroHPC: la macchina tedesca, gestita dal Centro di supercalcolo di Jülich, è risultata il quarto supercomputer più potente del mondo. L’Italia contribuisce alla rincorsa europea mettendo in classifica tre nuovi supercomputer. Ma nel confronto tra paesi viene superata dalla Germania.

È questa la fotografia che emerge dalla 65esima edizione della Top500, la classifica che dal 1993 a oggi, ogni sei mesi, aggiorna l’elenco dei supercomputer più potenti del mondo. Quella che qui commentiamo è stata rilasciata il 10 giugno 2025 e aggiorna l’edizione precedente del novembre 2024.

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VIAGGIO NELL’ITALIA DEL SUPERCALCOLO

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Stati Uniti al comando

Il sistema El Capitan mantiene la posizione numero uno in classifica e conferma il primato degli Stati Uniti. El Capitan, Frontier e Aurora sono ora i tre sistemi exascale in testa alla classifica. Tutti e tre sono installati presso i laboratori del Dipartimento dell’Energia (DOE) negli Stati Uniti.

La Germania rompe gli schemi

Al quarto posto torna però un supercomputer europeo. Si tratta del tedesco Jupiter Booster. È l’unica nuova macchina entrata nella Top10 e, una volta a regime, sarà anche il primo supercomputer di classe exascale made in Europe, realizzato all’interno del programma dell’Unione Europea EuroHPC, che mette insieme risorse private e pubbliche e che punta a colmare il divario con gli Stati Uniti in termini di potenza di calcolo installata.

Jupiter Booster è attualmente in fase di messa in servizio e ha raggiunto un valore preliminare di potenza pari a 793,4 Petaflop/s (e 930 petaflop/s di potenza di picco) utilizzando solo una parte della sua infrastruttura di calcolo. Già questo è bastato però per ottenere il quarto posto nella classifica assoluta. Gestito dal Centro di supercalcolo di Jülich, si basa sull’architettura BullSequana XH3000 di Eviden, interamente raffreddata a liquido.

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L’Europa accorcia il divario con gli Usa

Il confronto per numero di supercomputer attivi mostra alcune dinamiche interessanti. Gli Stati Uniti hanno aggiunto due sistemi alla lista, portando il numero totale a 173. La Cina ha invece ridotto il numero di macchine rappresentative da 63 a 46 e, come nella lista precedente, non ha introdotto nuove macchine. Sembrerebbe quindi che Pechino abbia, in questa fase, deciso di non sottoporre i propri supercomputer ai test propedeutici per l’inserimento in classifica (che resta su base volontaria). Sul fronte europeo, la Germania continua a colmare il divario, ora con 43 macchine in lista.

Guardando al numero di supercomputer presenti in Top500 aggregati per continente, il Nord America è in testa con 187 macchine, seguito dall’Europa con 163 e dall’Asia con 135.

Se si guarda invece il rapporto di forza per potenza di calcolo installata, la quota percentuale riconducibile a supercomputer europei presenti in classifica passa da 27,4% di novembre 2024 all’attuale 33,1%. Quella degli Stati Uniti, nello stesso periodo, passa dal 55,6 al 48,9%. L’Europa riduce così di 12,4 punti percentuali la forbice con gli Stati Uniti: il divario Usa-Ue passa infatti da da 28,2 a 15,8 punti percentuali.

L’Italia mette tre nuovi supercomputer in Top500

Un risultato a cui continua a contribuire anche l’Italia. In questa edizione della Top500 cresce il numero di supercomputer italiani presenti in classifica. Entrano Pitagora-Cpu del Cineca di Bologna (104° in classifica), Cresco 8, il supercomputer con cui Enea punta ad accelerare la ricerca sulla fusione nucleare (230° in classifica) e SpaceHPC, acceso nella sede italiana dell’Agenzia spaziale europea (al 263° posto).

Nel confronto tra paesi, l’Italia perde il terzo posto della classifica mondiale – guidata dagli Stati Uniti con il Giappone al secondo posto – proprio perché sorpassata dalla Germania. Il nostro paese è candidato a recupere posizioni nelle prossime classifiche, grazie al nuovo supercomputer che EuroHPC e Cineca stanno costruendo nella Ai Factory di Bologna e che sarà 40 volte più potente di Leonardo, il supercomputer del Cineca che nella nuova classifica dal nono posto arretra di una posizione, ma resta comunque in Top10.

Il supercomputer più potente d’Italia, Hpc6 di Eni, conserva il primato ma arretra di una posizione, da 5° al 6° posto nella classifica mondiale.

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I processori AMD dominano la Top10

La 65esima edizione della Top500 ha rilevato che i processori AMD e Intel sono l’opzione preferita per i sistemi nella Top10. Cinque sistemi utilizzano processori AMD (El Capitan, Frontier, HPC6, LUMI e Alps), mentre tre sistemi utilizzano processori Intel (Aurora, Eagle, Leonardo). Jupiter Booster si basa su un Grace Hopper Superchip e Fugaku continua a utilizzare un Fujitsu A64FX proprietario, basato su ARM.

Green500 invariata

La 65esima edizione non ha subito modifiche per quanto riguarda la classifica della Green500, che misura il livello di efficienza energetica dei supercomputer. Al primo posto si conferma il supercomputer tedesco Jedi, seguito dai francesi Romeo-2025 e Adastra 2, rispettivamente al secondo e terzo posto.

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