Primo via libera

Superbonus: ok a fiducia in Senato con 101 sì e 64 contrari. Il decreto va alla Camera. Tutto quello che c’è da sapere per villette e condomini

Spalmadetrazioni in dieci anni. Taglio al bonus ristrutturazioni. Stop alle compensazioni per le banche. Sono alcune delle novità inserite nel testo del decreto superbonus

di Giuseppe Latour e Giovanni Parente

Articolo aggiornato il 16 maggio 2024, ore 10:40

4' di lettura

4' di lettura

Spese detraibili non più in 4 ma in 10 anni e stretta sulle ristrutturazioni, col rimborso che dal 2028 scende al 30%; ma anche deroghe per i comuni terremotati e le onlus: dopo il via libera in commissione, il decreto Superbonus ha ottenuto l’ok dell’aula del Senato col voto di fiducia.

Il via libera al provvedimento è stato espresso con 101 sì, 64 contrari e nessun astenuto. Ora il testo del provvedimento fiscale passa alla Camera

Loading...

Rosso (Fi): «Voteremo la fiducia al governo»

Nonostante la posizione contraria sulle soluzioni previste nel decreto, Forza Italia aveva annunciato che non si sarebbe smarcata al momento del voto in aula. «La differenza di visione sul tema della retroattività, sul quale avremmo preferito una maggiore collegialità nella maggioranza, non ci impedisce per la profonda lealtà che caratterizza Forza Italia di essere favorevoli a provvedimento nel suo complesso», aveva chiarito Roberto Rosso, senatore azzurro, intervenendo in dichiarazioni di voto in Senato sul dl superbonus, e annunciando così il via libera di Fi alla fiducia. «Sperando che questo sia l’ultimo decreto che modifica le regole del superbonus, adesso è ora di guardare avanti», aveva aggiunto. «Certo che su alcuni aspetti di questo decreto abbiamo discusso molto in maggioranza e continueremo a discutere - aveva concluso - . D’altro canto il governo non è appoggiato da un partito unico, ma da più partiti, con idee in molti casi simili, in altri diverse. Ma la nostra forza è che sappiamo sempre trovare una sintesi. Per noi non viene mai meno la convinzione che il centrodestra fondato da Silvio Berlusconi sia la migliore alleanza possibile per governare il nostro paese».

Le novità maturate nel passaggio in commissione

Spalmadetrazioni in dieci anni. Taglio al bonus ristrutturazioni. Stop alle compensazioni per le banche. Sono alcune delle novità inserite nel testo del decreto superbonus con il via libera della commissione Finanze del Senato.

In dichiarazione bonus ripartiti in dieci anni

Le detrazioni relative a spese sostenute dal 2024 relative al superbonus, al bonus barriere architettoniche e al sismabonus (compreso il sismabonus acquisti) sono ripartite in dieci anni, anziché in quattro/cinque come oggi previsto. L’obbligo di ripartizione in dieci anni vale solo per l’utilizzo diretto in dichiarazione dei bonus e non riguarda l’utilizzo dei crediti d’imposta derivanti da cessione o da sconto in fattura. Ne consegue che le imprese che hanno acquisito i crediti, anche per effetto dello sconto in fattura, continueranno a utilizzarli in base all’attuale ripartizione in quattro rate, se relativi al superbonus e in cinque quote se connessi a interventi da sismabonus, sismabonus acquisti e bonus barriere architettoniche (anche se i crediti fanno riferimento a spese sostenute dal 1° gennaio 2024).

Strada a senso unico dopo la dichiarazione

Chi ha già portato una rata di bonus casa in detrazione avrà adesso davanti una strada a senso unico: non potrà più cedere le rate residue, ma dovrà far passare tutto dalla dichiarazione negli anni successivi. Lo stabilisce uno dei passaggi dell’emendamento presentato dal Governo e approvato dalla commissione Finanze del Senato. «Non è in ogni caso consentito l’esercizio dell’opzione» di cessione del credito e sconto in fattura «in relazione alle rate residue non ancora fruite delle detrazioni derivanti dalle spese per gli interventi» collegati ai bonus casa. La novità riguarda tutti i bonus cedibili. Quindi, non soltanto il superbonus, ma anche il bonus ristrutturazioni, l’ecobonus e il sismabonus.

Ristrutturazioni, il bonus scende al 36% dal 2025 e poi al 30% dal 2028 al 2033

Con l’emendamento approvato in commissione Finanze al Senato si materializza un taglio del bonus ristrutturazioni a partire dal 2028. Da quell’anno e fino al 2033 l’agevolazione non sarà più del 36% ma del 30. Bisogna ricordare, a questo proposito, che il bonus ristrutturazioni è strutturalmente finanziato al 36%: un importo che, a più riprese, è stato incrementato. Attualmente lo sconto è del 50% fino al 31 dicembre di quest’anno. Di per sé, quindi, la misura ha, per adesso, uno scarso impatto immediato. Appare, però, il primo segnale del taglio delle tax expenditures verso il quale sembra avviato il settore. È sempre più probabile, cioè, che la prossima legge di Bilancio non intervenga sullo sconto fiscale del 50%, assecondando il taglio già previsto dalla legge: in questo modo si passerebbe al 36% dal 2025 e, poi, al 30% dal 2028. Cambiano, in questo contesto, anche i tetti di spesa. Dall’attuale 96mila euro, a gennaio 2025 si passa alla metà: 48mila euro. Un limite che dovrebbe essere confermato dal 2028.

Banche, contributi Inps e Inail non più compensabili dal 2025

L’emendamento del governo al Dl 39/2024 approvato dalla commissione Finanze del Senato prevede che dal 1° gennaio 2025 le banche, gli intermediari finanziari e le imprese di assicurazioni non potranno più compensare i crediti d’imposta da bonus fiscali con: i contributi previdenziali dovuti da titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate da enti previdenziali, comprese le quote associative; i contributi previdenziali ed assistenziali relativi ai dipendenti e i premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Nei casi di violazione del divieto è previsto il recupero di quanto indebitamente compensato, con interessi e sanzione tributaria amministrativa.

Penalizzati i crediti a prezzi stracciati

Prevista anche una norma anti-usura. Banche, assicurazioni e intermediari che abbiano acquistato i crediti a un corrispettivo inferiore al 75%, a partire dal 2025 dovranno applicare a queste rate la ripartizione in sei quote annuali. Le rate dei crediti risultanti dalla nuova ripartizione non possono essere ripartite ulteriormente, oppure cedute. La norma vale per i crediti generati a partire da maggio 2022. I nuovi obblighi non scattano se banche e intermediari hanno acquistato i crediti a un corrispettivo pari o superiore al 75% dell’importo delle detrazioni e ciò è attestato con dichiarazione sostitutiva. Va precisato che i prezzi di mercato, per le banche, sono stati superiori alla soglia indicata dalla legge (attualmente siamo all’85% circa).

Aree colpite dal sisma con risorse aggiuntive per la ricostruzione

L’emendamento del governo al decreto superbonus approvato dalla commissione Finanze del Senato prevede la creazione di un fondo con dotazione pari a 35 milioni per il 2025, finalizzato a riconoscere un contributo a favore dei soggetti che sostengono spese per interventi da superbonus (sia energetici che antisismici) su immobili danneggiati da eventi sismici sisma verificatesi dal 1° aprile 2009, diversi da quelli localizzati in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Il contributo verrà erogato su richiesta dei soggetti interessati. Con un decreto ad hoc verranno stabiliti il limite massimo di contributo spettante a ciascun richiedente, il contenuto dell’istanza e le modalità applicative delle disposizioni.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti